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MessaggioInviato: venerdì 19 agosto 2011, 15:54 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2007, 0:07
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Questo post riproduce l'avvio di un thread originato dal nostro user "Mancer" sulla vecchia piattaforma.
Il thread integrale è visibile qui: http://lilanew.forumup.it/viewtopic.php ... um=lilanew


Riporto questo interessante articolo di Francesco Satta, segnalato su Lilachat e preso dalla sua fonte originale: http://www.francescosatta.it/dissidenti_e_aids.htm


Dissidenti e Aids
    Le storie degli attivisti dissidenti sono davvero molto toccanti. Mi ha colpito ad esempio quella di Ken Anderlini.
    Possiamo trovare diversi suoi interventi nell'unico, seppure ormai poco frequentato,forum dell'aids myts exposed, sito che nasce in seguito all'indubbio successo del testo di Duesberg. La sua morte, per danni cerebrali prodotti dall'hiv, è simile a quella di Mark Griffiths (compagno di Silvie Cousseau sulla quale ci ritorno dopo, morta, ovviamente, anche lei di Aids).
    Molto noto in Francia, musicista di anche ottime qualità, subirà un grosso colpo dopo la morte della sua compagna Silvie Cousseau. Viene trovato morto,nel mese di ottobre del 2004, con una bottiglia di super alcoolico, ufficialmente per infarto ma, da una analisi approfondita, leggendo le testimonianze dei suoi ultimi giorni, parrebbe che il cervello non rispondesse più bene (gli amici notarono che cercava di rullarsi una sigaretta senza la cartina...) e il giornalista che lo intervistò qualche giorno prima della sua morte notò che diceva cose senza senso e contradditorie. E' evidente che sono i famosi danni da hiv indotti nel cervello. Credo che Mark sapeva che stava perdendo la sua guerra, la guerra di una vita con tante battaglie intraprese. Credo che avesse capito che forse l'hiv esisteva davvero, e questo, nonostante avesse da 15 anni lasciato l'alcool e avesse avuto, fino ad allora uno stile alimentare e dietetico impeccabile. La fase calante comincerà quando di colpo perderà diversi kg, nonostante cure omeopatiche... Comincerà a soffrire di stanchezza cronica e gli amici noteranno che la famosa energia, che da sempre lo aveva contraddistinto, era ormai il passato... Da persona intelligente , e soprattutto, dopo la morte della sua compagna di una vita e di battaglie, Silvie Cousseau, dalla quale resterà fortemente scosso, smetterà di combattere. Parteciperà all'ultimo concerto rock e , per la prima volta dopo 15 anni, si farà l'ultima bevuta e morirà da solo, rileggendo i suoi 20 anni da dissidente che eroicamente, come chi ormai non ha nulla da perdere, brinderà alla sua vita, intensa e vissuta da combattente. Morira' in solitudine consapevole, un pò come il cane invecchiato che sa di essere arrivato all'ultimo giorno, saluta il padrone, e condivide i suoi ultimi momenti da solo perché nella vita non abbiamo certezze a parte la triste legge : si nasce e si muore da soli.

    Sylvie Cousseau la trovate nel testo della Maggiore "Aids : e se fosse tutto sbagliato?" oppure nella rivista Continuum, il periodico dei dissidenti aids il cui ultimo nr uscirà nel 2001, anno in cui morirà di Aids il suo editore , Huw Christie Williams, sieropositivo dissidente amico di Duesberg, a 41 anni. Morirà egli stesso di Sarkoma di Kaposi. La Cousseau pare prendesse molte vitamine e partecipasse alle scuole di preghiera.... long survivor, muore nell'intervallo 10-15 anni dei long survivor di patologia aids correlata.. http://molbio.med.miami.edu/HIV-Aids/stories.htm

    Nota anche la storia di Raphael Sabato Lombardo : viene citato nel libro di Duesberg come tra quelli che non hanno creduto che l’hiv causi l’aids. Il titolo della lettera, pubblicata per intero nel suo famoso libro,"Aids : il virus inventato" è “la mia vita sensa azt! che troverete nel libro appena citato. La lettera credo venga scritta nel 1996 e parla di un omosessuale di origine italiana al quale viene diagnosticata la sieropositività 10 anni prima. Successivamente alla pubblicazione del libro, Lombardo verrà invitato da Tabo Mbeky insieme a Duesberg per trovare una soluzione ai sieropositivi africani. Morirà un anno dopo di patologia aids correlata (Sarkoma di Kaposi) : anche qua non si sfugge al periodo di latenza 10-15 anni dei long survivor.
    Un lettore chiederà a Duesberg cosa ne pensava della morte di Raphael Sabato Lombardo. Duesberg dirà che a lui la lettera di Lombardo pareva troppo bella per essere vera, e che l'immagine che Lombardo ha dato di se stesso è quella che lui, alla famiglia e gli amici, avrebbe voluto che fosse. Detto altrimenti, in modo neanche troppo velato Duesberg fa supporre che Lombardo facesse uso di dròghe.

    Sempre di Aids muore Jack Levine, assiduo frequentatore del forum aids myth exposed, che in diverse occasioni chiedeva sempre nel forum il motivo per il quale i sieropositivi morivano proprio delle patologie aids correlate…lui non si drogava e non prendeva farmaci…

    Ronny Burk, cofondatore del gruppo attivista ACT UP/San Francisco morirà di aids nel 2003.

    Michael Bellefountaine altra persona nota e combattiva, attivista e dissidente ( se fate una ricerca su google lo troverete in suoi diversi interventi scritti oltre a diverse partecipazioni in piazza)…morira’ di aids il 10 maggio 2007. Credo sia stato uno degli ultimi dissidenti ancora in vita (dalla mia ricerca dei dissidenti storici rimane solo la Christine Maggiore, alla quale ho inviato una mail ma non ho avuto risposta). La Maggiore mi risulta sia rimasta molto scossa dalla morte del suo amico David Pasquarelli. Al momento di lei, a parte il sito, non si hanno notizie recenti. Spero ovviamente che goda di ottima salute. So che sia una ottima persona, solare e disponibile. Si sottolinea che la Maggiore è salita di recente agli onori della cronaca per la morte della figlia di patologia Aids correlata (almeno così si suppone. Vi invito ad approfondire )

    Kelly Jon Landis : appassionato di bicicletta, maniaco della dieta alimentare sana e della medicina alternativa, si autodefinira’ "dissidente in salute”. Il suo sito è ancora attivo : http://people.tribe.net/aca8f528-05d6-4 ... 64320fd60a
    Come vedrete sul sito , l’ultimo aggiornamento è di settembre 2006. C’e’ anche la sua foto dove in apparenza è sanissimo (come lui scrive: sieropositivo e in salute da 16 anni). Di li a poco la sua condizione di salute peggiora drasticamente e morirà di linfoma e di altre patologie aids correlata il 3 dicembre 2007. Anche in questo caso i cd4 completamente annientati e viremia enorme. Notate che i forum che lui consiglia, compreso il famoso aid$ myth exposed, ha gli interventi aggiornati al 2007, segno che l’evidenza ha ormai preso il passo (il forum nel 2007 era ancora abbastanza frequentato!!, il problema poi è che i moderatori sieropositivi sono morti di aids).

    Concludo con David Pasquarelli,(http://www.davidpasquarelli.com) certamente uno dei volti più noti tra i dissidenti, insieme a Ken Anderlini, Mark Griffiths e Michael Bellefountaine, tutti e tre amici, attivisti e membri dell’organizzazione act up . Una parantesi innanzi tutto sulla organizzazione negazionista act up. Nei loro incontri organizzavano dibattiti per la libertà di cura, la difesa degli omosessuali e, ovviamente, negavano la relazione hiv aids e dicevano che era l’azt a provocare l’aids. Partecipando ai loro incontri, poteva capitare che attivisti morivano poi di aids , e , di fronte a questa evidenza, gli chiedevi cosa ne pensavano. La risposta ? Semplice “quello scopava come un riccio” oppure “quello prendeva i farmaci”. Si rifacevano al Duesberg, al Mullis, a Kremer…

    David era davvero in gamba : persona brillante, affascinante, carismatica, dotata di raro talento artistico. Simpatica e magnetica, come solo il genio artistico sa dimostrare. All’indomani del suo test sieropositivo, girovaga per due giorni nella metropoli pensando : non sono drogato, non ho mai fatto uso di dròghe, non ho avuto rapporti promiscui…come posso essere sieropositivo? Di li a poco sentirà parlare di Duesberg e leggerà il libro : "Aids : Il virus inventato". Si identificherà nella missione : la truffa delle case farmaceutiche contro gli omosessuali sarebbe diventata la battaglia della sua vita. Questo accadeva il primo aprile del 1995 (il giorno del pesce d’aprile, ironia della sorte…); morirà l’otto marzo 2004 , il giorno della festa delle donne! Intanto vi faccio notare come muoiano per la maggiore tra il 2003 e il 2004, e tutti apparantamente in salute fintanto che l’hiv non ha distrutto le difese immunitarie e, attenzione, sempre morti di patologie aids correlate dopo il periodo di latenza 10-15 anni!
    Dicevo…verra’ arrestato nel 2001 successivamente ad una denuncia per minacce, intimidazioni e molestie contro l’autorità di polizia (in una foto del sito ad esempio c’e’ lui sorridente che viene rincorso da un poliziotto).Rimarrà in carcere 72 giorni e l’ultimo ricordo pubblico che abbiamo e l’intervista successiva al suo rilascio. Si vedono con il giornalista mentre lui mangia una bella insalata di spinaci! Dopo la detenzione in carcere diventerà fortemente anemico e probabilmente e coerentemente, cercava di sopperire con gli spinaci stessi...
    La sua permanenza in carcere lo convincerà che è la malnutrizione e la dròga a causare l’aids. Successivamente alla detenzione lui è malato, anemico ma è convinto che si rimetterà presto. Ha le difese immunitarie molto basse ed è molto debole e prende quello che anni fa dalla gerarchia medica viene considerata una porcheria chimica per rafforzare le difese immunitarie : il dncb (praticamente da noi chiamato DHEA) vedi il sito http://www.thinkfree.it/poiesis/hiv/ica/xii/altre.htm e che lo prendevano i sieropositivi in aids al posto di prendere farmaci (già qui si nota la presa di coscienza della dannosità dell’hiv e soprattutto della sua esistenza : perché prendere il dhea se cmq l’hiv non causa l’aids??)
    Nell’intervista riprenderà i temi classici dei dissidenti : la repressione contro l’omosessualità e l’invenzione dell’hiv, l’aids in africa, l’attivismo politico e lo schierarsi a destra dei dissidenti…).Parlerà della sua detenzione e della causa per la quale vorrà dimostrare la sua innocenza non appena ritornerà in salute… Non ne avra’ il tempo : il suo sistema immunitario era ormai collassato! Dopo l’anemia arriverà la polmonite da pneumocisty carini (tipica patologia aids correlata).Nonostante le cure alternative e quelle classiche, come suggerito da Duesberg, cioè di combattere le patologie con i farmaci in uso classici (ma non la haart che all’inizio rifiuta seguendo Duesberg fin quasi ai suoi ultimi giorni) arriverà la meningite e lo stafilococco, micobatterio e il classico cmv. Tenterà allora la haart ma ormai era troppo tardi… Credo che anche lui, come Mark Griffits, nell’ultimo anno si sia ritrovato sperduto, senza punti di riferimento, e l’avere accettato la haart la si può tranquillamente interpretare come una pubblica ammissione della esistenza dell’hiv che causa l’aids. Mi piace pensare che qualora,( come in tanti altri casi è successo,) l’haart gli avesse salvato la vita avrebbe impegnato tutta la sua vita stessa a promuovere l’uso del preservativo, e avrebbe denunciato i vari duesberg con la stessa enfasi con cui per una vita lo ha promosso e preso a riferimento vitale…

    Da una ng leggo, com cordoglio e dispiacere, della morte di un altro negazionista il cui nome su internet era Siddah (per gli amici marco). Sieropositivo si curera' anche lui con vari digiuni terapeutici, eliminando zuccheri e utilizzando integratori. Sembra fosse seguito da un naturopata. Il suo livello dei cd4 crolla inesorabilmente negli anni (dall'ultimo suo intervento credo che avesse circa 80 cd4 e viremia alle stelle) sebbene, come lui scrive, non abbia mai avuto infezioni opportunistiche (chi lo conosceva cmq lo vedeva anno dopo anno sempre più magro). Purtroppo morirà di Aids con patologia meningite da criptococco che se lo prenderà in pochi giorni. Anche lui giovanissimo haimé. Se ne parla in diversi link (http://www.sieropositivo.it e lilachat.it). Ho trovato l'informazione su segnalazione di un utente : http://lilanew.forumup.it/about917-lilanew.html.

    Aggiungo la morte ... (omissis) ... della nota Christine Maggiore, http://www.christinemaggiorememorial.com morta essa stessa di polmonite in data 27 dicembre 2008, ed autrice del famoso libro "Aids : e se fosse tutto sbagliato?"

    In sintesi : l’hiv non ha lasciato scampo a nessuno e questo nonostante uno stile di vita impeccabile.Se una prova i dissidenti volevano ora non hanno scuse. Non si è salvato nessuno. I forum dei dissidenti ormai non esistono più. Vita salutista, zero dròghe, zero alcool, dieta alimentare ferrea, sport…Morti tutti di patologie aids correlate… Credo sia giunto il momento di fare in modo che questo esca fuori una volta per tutte. Ancora troppi giovani si lasciano condizionare dai dissidenti sia su internet che in librerie dove si parla di miti, truffe farmaceutiche e via con Kremer , Duesberg, Mullis… Di aids si muore ancora e soprattutto, di aids si muore ancora di ignoranza : usare sempre il preservativo, diciamolo a chiare lettere!
Francesco Satta


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MessaggioInviato: martedì 15 novembre 2011, 17:13 
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Iscritto il: sabato 19 marzo 2011, 1:18
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Anche se lo studio è vecchio di tre anni:

http://journals.lww.com/jaids/pages/articleviewer.aspx?year=2008&issue=12010&article=00010&type=abstract

Si stima che le teorie dei denialisti/dissidenti abbiano causato tra il 2000 e il 2005 la morte di 330.000 persone nel Sud Africa, paese le cui autorità diedero ascolto a tali teorie e smisero di fornire le terapie antiretrovirali alla popolazione.

Interviste a denialisti e considerazioni varie:

http://scienceblogs.com/insolence/2011/11/hivaids_denialism_versus_science.php?utm_source=networkbanner&utm_medium=link


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MessaggioInviato: giovedì 5 gennaio 2012, 22:03 
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Leggete come Nature commenta la review dell'Università di Firenze!

http://www.nature.com/news/paper-refuti ... ion-1.9737

Sarebbe da tradurre ma ho un mal di testa infame, non me la sento.


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MessaggioInviato: giovedì 5 gennaio 2012, 22:48 
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Melisanda ha scritto:
Leggete come Nature commenta la review dell'Università di Firenze!

E soprattutto meditate (o, almeno, mediti chi ancora ha illusioni sulla sincerità dello yogurtaro di Firenze), che questa enorme porcata, ritirata l'anno scorso con clamore da Medical Hypotheses e pubblicata ora su una sfigatissima rivista dell'Università di Firenze (dedicata specificamente "to human and veterinary medicine"!!) e con un impact factor RIDICOLO, è firmata da Duesberg come primo nome e da Ruggiero come ultimo.

A questo arriva l'Università di Firenze e bisognerà che qualcuno, prima o poi, gliene chieda conto.

AIDS since 1984: No evidence for a new, viral epidemic – not even in Africa

Peter H. Duesberg1,*, Daniele Mandrioli1, Amanda McCormack1, Joshua M. Nicholson2, David
Rasnick3, Christian Fiala4, Claus Koehnlein5, Henry H. Bauer2 and Marco Ruggiero6
1 Department of Molecular and Cell Biology, Donner Laboratory, UC Berkeley, Berkeley, CA 94720, USA
2 Chemistry and Science Studies, Virginia Tech, Blacksburg, VA 24060-5623, USA
3 Oakland, CA 94610, USA
4 Gynmed Ambulatorium, Mariahilferguertel 37, 1150 Vienna, Austria
5 Internistische Praxis, Koenigsweg 14, 24103 Kiel, Germany
6 Department of Experimental Pathology and Oncology, University of Firenze, Italy


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MessaggioInviato: domenica 8 gennaio 2012, 12:11 
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Iscritto il: mercoledì 23 luglio 2008, 21:07
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I negazionisti dell’AIDS colpiscono ancora

ALLA FINE SONO STATI GLI ITALIANI AD APRIRGLI LE PORTE

Alla fine sono stati gli italiani ad aprirgli le porte. Dopo essersele viste sbattute in faccia da tutte le principali riviste peer review del mondo anglosassone - quelle, per capirci, che prima di pubblicare un qualsiasi lavoro lo sottopongono anonimamente al vaglio di esperti della disciplina - ora il controverso ricercatore dell'Università di California, Berkeley, Peter Duesberg ha visto pubblicato l'esito delle sue ricerche sull'Italian Journal of Antomy and Embryology, prestigiosa pubblicazione edita dall'Università di Firenze e organo ufficiale della Società Italiana di Anatomia e Istologia. Cos'ha di particolare l'articolo a firma di Peter Duesberg e di altri otto collaboratori, tra cui due italiani? Per capirlo, basta il titolo. Tradotto, dice esplicitamente: «L'AIDS dal 1984: nessuna evidenza di una nuova epidemia virale, nemmeno in Africa». Insomma, Duesberg e i suoi collaboratori rientrano tra i discussi negazionisti del rapporto tra la sindrome da immunodeficienza acquisita - più nota come AIDS - e il virus dell'HIV. Un rapporto che la scienza ha confermato da anni e che alcuni ricercatori negano recisamente, con gravi conseguenze nella lotta quotidiana contro l'epidemia.

La tesi di Duesberg - Perché il virus dell'HIV provocherebbe epidemie di AIDS in Africa ma non in altri continenti? È la domanda provocatoria che pongono i ricercatori negazionisti autori della controversa pubblicazione. «A partire dalla scoperta di un presunto virus dell'AIDS nel 1984 e di milioni di casi asintomatici negli anni successivi, nessuna epidemia generale di AIDS è avvenuta fino a oggi», scrivono Duesberg e colleghi. «Nel 2008, tuttavia, è stato sostenuto che tra il 2000 e il 2005 il nuovo virus dell'AIDS, ora chiamato HIV, abbia ucciso 1,8 milioni di sudafricani a un tasso costante di 300.000 all'anno, e che i farmaci anti-HIV avrebbero potuto salvare 330.000 di loro». In seguito alle ricerche effettuate, sostengono gli studiosi, «abbiamo scoperto che il Sudafrica ha attribuito solo circa 10.000 decessi per anno all'HIV tra il 2000 e il 2005 e che la popolazione sudafricana è aumentata di 3 milioni di persone nello stesso arco di tempo a un tasso medio di 500.000 per anno».

Cosa c'entra l'aumento della popolazione? Il fatto che la popolazione sudafricana (così come quella dell'Uganda e di altri paesi africani) sia quasi raddoppiata dal 1980 a oggi, nonostante un tasso di sieropositivi - ossia portatori del virus HIV - molto alto, dimostrerebbe «che l'HIV non è un nuovo virus-killer». La conclusione è ancora più scioccante: «Sulla base di uno studio sulla nota tossicità dei farmaci antiretrovirali, vorremmo richiamare l'attenzione degli scienziati che lavorano nei settori della medicina di base e clinica, inclusi gli embriologi, sulla necessità di ripensare il rapporto rischi-benefici dei farmaci antiretrovirali per le donne incinte, i neonati e tutti gli altri portatori di anticorpi contro l'HIV».

La pubblicazione ha scatenato un putiferio nella comunità scientifica internazionale. Peter Duesberg non è infatti un nome nuovo: a Berkeley, la sua università, dove è docente di citologia e biologia molecolare, è al centro di un'indagine disciplinare. In seguito alla prima pubblicazione del suo paper sulla rivista Medical Hypotheses - una rivista non di peer review, a differenza di quella italiana - a Berkeley erano giunte due lettere di biasimo, tali da convincere l'università ad aprire un'indagine sulla pubblicazione: Duesberg sarebbe sospettato di aver falsificato i dati della sua ricerca. Le lettere sono state inviate da due riviste a cui lo scienziato aveva in prima battuta inviato il suo paper per un vaglio critico: ma sia il Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes (tra i più importanti al mondo dedicati esclusivamente agli studi sull'AIDS) sia la celebre Nature, avevano rigettato la conclusione della ricerca avvertendo esplicitamente l'autore sulle conseguenze che avrebbe potuto provocare la decisione di insistere sul tentativo di pubblicazione.

Da quando, negli anni '80, ha iniziato a lavorare sull'AIDS, Peter Duesberg ha rigettato l'ipotesi oggi confermata riguardo il ruolo-chiave del virus HIV nel provocare la malattia. A suo dire, l'HIV sarebbe solo un passenger virus, come viene definito un virus individuato in alcuni particolari pazienti - come i malati di tumori - ma non collegato alla malattia principale. L'AIDS sarebbe causato da tossine ambientali o addirittura dagli stessi farmaci antiretrovirali usati per combattere la sindrome. E non è un caso che tra i sostenitori delle ricerche di Duesberg vi fosse l'ex presidente del Sudafrica, Thabo Mbeki, noto negazionista del ruolo dell'HIV. Mbeki, biasimato dalla comunità internazionale per aver ignorato a lungo l'epidemia di AIDS che flagella il paese (il suo ministro della sanità suggeriva di curare la malattia con l'aglio), nominò proprio Duesberg a capo di un panel di studiosi dell'AIDS. Le conclusioni, che ignoravano il dato allarmante di una popolazione affetta per oltre il 25% dal virus dell'HIV, avrebbero provocato, secondo alcune stime, circa 330.000 morti proprio per la mancata somministrazione dei farmaci antiretrovirali.

Accettando i dati palesemente falsi del governo Mbeki - che vorrebbe solo 10.000 morti causati dall'infezione di HIV - i ricercatori negazionisti si sono fatti così complici di un potere che ha giocato sulla pelle dei cittadini per interessi politici, legati alla lotta contro i farmaci occidentali. Non a caso l'attuale presidente sudafricano Jacob Zuma, che pure ha a lungo ignorato l'epidemia (fece scalpore la sua dichiarazione resa in tribunale durante un processo in cui era accusato di stupro, nella quale affermò che una doccia dopo il rapporto sessuale non protetto basterebbe a mettersi al riparo dall'infezione), abbia rigettato le conclusioni di quel panel e stia ora investendo massicciamente nei farmaci antiretrovirali e nella prevenzione. Ma c'è anche l'accusa di conflitto di interessi pendente sul professore di Berkeley. Uno dei coautori della pubblicazione, David Rasnick, è stato a lungo sul libro paga di Matthias Rath, fabbricante di presunte pillole miracolose - semplici vitamine - spacciate come rimedio per l'AIDS.

Anche i due coautori italiani della pubblicazione sono figure molto discusse nel loro ambiente. Daniele Mandrioli, laureatosi in medicina a Bologna con una tesi negazionista sul rapporto HIV-AIDS, sta svolgendo attualmente un post-dottorato nel gruppo di ricerca di Duesberg a Berkeley, e ha pubblicato per la Macro Edizioni (casa editrice nota per i libri su teorie del complotto e New Age) l'ebook AID$, nel quale sostiene l'esistenza di un complotto dei poteri forti del capitalismo mondiale per foraggiare la sindrome di AIDS e vendere i farmaci antiretrovirali. Marco Ruggiero, ordinario di biologia molecolare proprio all'Università di Firenze, sostiene le sue controverse opinioni in numerose conferenze ed è stato relatore di diverse tesi negazioniste sull'HIV.

Presentato alla rivista italiana per la pubblicazione, il paper è stato esaminato da due esperti, uno dei quali, Paolo Romagnoli, direttore responsabile della rivista e professore ordinario di istologia all'Università di Firenze, ha dichiarato di aver accettato di pubblicare la ricerca perché il rifiuto da parte delle altre riviste non sarebbe stato a suo dire giustificato da dati falsificati o errati ma dalle opinioni controverse sulle conclusioni della ricerca. «Conclusioni meramente speculative non sono una ragione valida per rifiutare una ricerca se le conclusioni sono correlate con i dati presentati», sostiene Romagnoli. Per Peter Duesberg, la pubblicazione sulla rivista italiana rappresenta «una nuova vittoria nella nostra lunga ricerca di una teoria scientifica dell'AIDS».

http://www.diariodelweb.it/Articolo/Sal ... &id=231838

Ometto il video di quel pazzo omofobo integralista di Fischer a sostegno della tesi di Duesbeg anche se in realtà servirebbe per capire a che livello di follia assoluta alcune persone continuano a circolare liberamente, in ogni caso per gli appassionati questo è il link http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/ ... ds-newsxml


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MessaggioInviato: domenica 8 gennaio 2012, 12:40 
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Fisher:"l'AIDS non è causata dall'HIV bensì da sesso e droghe"
Che vada a dirlo a chi gli è stato trasmesso da madre sieropositiva, o tramite trasfusioni.


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MessaggioInviato: domenica 8 gennaio 2012, 13:05 
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Nei giorni scorsi ho letto un post molto bello, molto informato e pieno di critiche puntuali ai soliti mezzucci retorici dei negazionisti, scritto da un medico dell'Università della Virginia - Mark Hoofnagle - in un blog collegato a Science.
Non ho tempo di tradurlo, ma in parte credo sia stato ripreso dall'articolo postato da Melisanda. E, in ogni caso, la sua indignazione e la sua preoccupazione si capiscono molto bene.


Mi chiedo quanto ancora ci sia da attendere per avere una reazione da parte delle associazioni italiane. È vero, ANLAIDS ha pubblicato l'articolo della Balotta contro Ruggiero. Ma le altre che fanno? DORMONO?!


Duesberg Strikes a blow for HIV/AIDS denialism

Category: HIV/AIDS denialism
Posted on: January 6, 2012 6:00 AM, by MarkH


When Duesberg was recently given space in Scientific American I think the blogosphere was rightly chagrinned that they would give space to a crank whose crackpot ideas are thought to be responsible for the deaths of hundreds of thousands. But it seemed at the time he had been keeping his denialism on the down low, maybe appearing to have given up on his crank view that HIV does not cause AIDS. Not so anymore. He's back, and has secured publication of a paper denying HIV/AIDS in an Italian Journal.

The title, AIDS since 1984: No evidence for a new, viral epidemic - not even in Africa, seems such a denial of reality that you wonder if part of it is he can't reverse now because then he's responsible for a great many AIDS deaths, especially in South Africa. Specifically the paper is a refutation of the above linked paper discussing excess AIDS deaths likely due to rejection of anti-retroviral medications.

Their argument, which is bizarre, is that AIDS has not been a big enough problem to truly be infectious.

    The germ theory of disease predicts that a new (relative to a population) patho-genic virus or microbe causes an exponentially spreading epidemic of new microbe-specific illnesses and deaths within weeks to months after the arrival of the new pathogen (Encyclopædia Britannica, 2010).

According to the authors this should result in a bell-shaped curve with rapid rate of infection then passage of the pathogen from the population. This is, of course, absurd because HIV is not yersinia pestis or plague. HIV does not get transmitted through casual contact and it does not have a rapid onset of action, often taking years before the syndrome becomes clinically apparent. Effectively, they're comparing apples and oranges and saying HIV can't be an infectious epidemic because it's not acting like the spread of the black plague through London. I am serious, that is their comparison.

I suggest now that you take five minutes to go outside and scream, or maybe gently hit your head against a hard surface.

Then they use WHO statistics showing that population is still growing in South Africa, Uganda and sub-Saharan Africa to suggest AIDS deaths in this location have been exaggerated, and worse, use South African statistics which claim only 10,000 AIDS deaths per year between 2000 and 2005.

Even if we believed these data were accurate, in an environment when HIV diagnosis conferns social disgrace and under a government that similarly denied the link between HIV and AIDS, this is proof of nothing.

Finally, he has an extensive section criticizing HIV/AIDS drugs as toxic, and singles out AZT for criticism. It has side-effects that are bad, it's true, but medicine is about risk versus benefit, not whether or not there are no risks to a therapy. He also cites many papers that are pre-HAART, and are irrelevant.

But even so he misrepresents the literature, including this paper to suggest that AZT is ineffective.

    In 1994 the ability of AZT to prevent AIDS was tested by the British-French Concorde study, the largest, placebo-controlled study of its kind (Aboulker and Swart, 1993; Seligmann et al., 1994). This study investigated the onset of AIDS and death of 1749 HIV-positive, mostly male homosexual subjects, which had been divided into an untreated and an AZT-treated subgroup. It was found that AZT is unable to prevent AIDS and increases the mortality by 25%. In view of this it was concluded, "The results of Concorde do not encourage the early use of zidovudine (AZT) in symptom-free HIV-infected adults." (Seligmann et al., 1994).

This is a misrepresentation of the findings. The study was not between treated and untreated groups. Subjects were divided between treatment before and after onset of AIDS. All subjects received AZT when they became ill. This study did not suggest patients should not receive AZT with onset of AIDS, only that there was no benefit to treatment with a single drug before onset of symptoms. This is still an issue of some contention, especially with issues of patient compliance, whether there is benefit to long term treatment with anti-retrovirals before onset of any AIDS defining illness. Here is what was said by Aboulker and Swart:

    By contrast with the differences in CD4 count, there was no significant difference in clinical outcome between the two therapeutic strategies. The 3-year survival rates were 92% (90-94%) in the Imm [treatment at randomization] group and 93% (92-95%) in the Def [treatment after AIDS-defining illness] group (p=0.15, two-tailed), with no significant differences overall or in subgroup analyses by CD4 count at baseline (table I). This conclusion was unchanged when analyses were restricted to deaths classified as probably HIV related. Similarly, there was no significant difference in rates of progression of HIV disease: 3-year progression rates to AIDS or death were 18% in both groups, and to "minor" ARC, AIDS, or death these rates were 29% (Imm) and 32% (Def).

AZT did not worsen outcomes, but as a monotherapy it did not help prevent progression to AIDS or death. For the life of me I can't figure out how he got AZT increased death rates by 25%.

But all of this is besides the point. HIV monotherapy is not even standard of care for these reasons. We know HIV rapidly becomes resistant to a single therapy, hence the need for combination therapy. You need proof combination therapy prevents progression of disease and death? JAMA on protease inhibitors, or how highly-active anti-retroviral therapy (HAART) decreases mortality to a third of that on a single drug? Or how AIDS mortality decreased with introduction of HAART? Or how when people are non-compliant with the medication they are much more likely to progress to AIDS and die.

If you look at the effect of inferior therapy on HIV/AIDS survival, yes, the results aren't great, but Duesberg is ignoring reams of data and current standard of care with HAART therapy. As for HAART therapy he castigates it for the side effects of the drugs, not for efficacy in preventing mortality. The drugs have known long-term toxicities, but this is besides the point. If the drugs extend your life beyond what you would have had without it, and you eventually die of a toxicity years later, they have still served their purpose and extended life. No one is saying these drugs are perfect. They are hard to take, they cause gastrointestinal upset, they can cause mitochondrial injury with long term use, injury to other organ systems with prolonged therapy. This is true, but that's an argument for continued research and refinement of these drugs to ideally find a less-toxic next generation anti-retroviral, not an argument against their use.

Finally, he suggests the harm from HAART to unborn children or the use of single-dose AZT to prevent transmission during pregnancy may have untoward side-effects on the growth and development of exposed children. A valid point. But given the choice between life + side effects of drug, versus possible transmission of HIV to children there is no choice. Only for a denialist who doesn't believe HIV is the causitive agent of AIDS (ignoring all the basic science demonstrating the molecular mechanisms of HIV destruction of t-cells) is there any question that you should take the small risk of a drug side-effect over the dramatically shortened life span of a child with HIV.

I can't help being personally offended by this drivel. I'm in Baltimore, with a population known to be living with HIV of 2.5%. Although the actual prevalence of HIV in the city is much higher as there are thousands living with HIV but without the diagnosis. I treat patients with HIV all the time, and operate on them, and have personally seen what happens when HAART is started on patients with AIDS-defining diseases, and how hopeless it is when non-compliance has sabotaged a potentially life-saving therapy (the virus can become resistant to any drug and this is increased with non-compliance). These cranks don't treat these patients, they ignore the data that would help these patients and undermine public health.
The publication of this denialist trope is a tragedy.


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MessaggioInviato: domenica 8 gennaio 2012, 17:05 
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Dora ha scritto:
Nei giorni scorsi ho letto un post molto bello, molto informato e pieno di critiche puntuali ai soliti mezzucci retorici dei negazionisti, scritto da un medico dell'Università della Virginia - Mark Hoofnagle - in un blog collegato a Science.
Non ho tempo di tradurlo, ma in parte credo sia stato ripreso dall'articolo postato da Melisanda. E, in ogni caso, la sua indignazione e la sua preoccupazione si capiscono molto bene.


Mi chiedo quanto ancora ci sia da attendere per avere una reazione da parte delle associazioni italiane. È vero, ANLAIDS ha pubblicato l'articolo della Balotta contro Ruggiero. Ma le altre che fanno? DORMONO?!


Duesberg Strikes a blow for HIV/AIDS denialism


nei commenti a seguire nel blog ho colto il suggerimento di dare un'occhiata a questo! :P

http://press.princeton.edu/titles/7929.html


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MessaggioInviato: giovedì 12 gennaio 2012, 21:04 
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Iscritto il: mercoledì 23 luglio 2008, 21:07
Messaggi: 2064
Sul Sole24 la divulgatrice scientifica Sylvie Coyaud nel suo blog commenta l'articolo pubblicato sull’ Italian Journal of Anatomy and Embriology, il titolo che ha usato per la critica è più che esplicito Il pifometro. Il pifometro
La cosa però più interessante sono i commenti che ne son seguiti tra lei e un fantomatico Dino, che tenta di spacciare Duesberg per una vittima e che dice di conoscere molto bene la materia, leggete.

dino scrive
Gentile Signora Coyaud,
se ci fosse stato ai tempi di Galileo la possibilità di misurare l’impact factor, lei avrebbe scritto che quello lì, quel fiorentino eretico, era uno un po’ stralunato e da non prendere sul serio. Alla fine nessuno voleva pubblicare i suoi libri e se qualcuno lo avesse citato avrebbe corso rischi mortali.
Come vuole che le pubblicazioni scientifiche citino Duesberg o i suoi lavori, se l’ostracismo è totale? E come vuole che Duesberg venga, in genere, citato, se è sconveniente farlo? Se sei un ricercatore ben pagato e ci tieni al tuo posto di lavoro, ti guardi bene dal citare Duesberg: devi anche tu pagare il mutuo.
Il suo “pifometro” è proprio un nasometro, lei va a spanne.
Lei scrive:” Dai primi anni ’90 inoltre, è evidente che nell’Africa subsahariana e in alcuni paesi asiatici ad alto tasso di prostituzione femminile, l’infezione si diffonde in prevalenza attraverso rapporti eterosessuali …….”. Lei scherza vero? E’ proprio il contrario. Se l’infezione si trasmettesse attraverso rapporti sessuali (badi bene, l’infezione), lo farebbe con i neri, con i gialli, con i bianchi, non è che il colore della pelle cambia la natura dell’atto sessuale. Ebbene: mi dice per favore dov’è l’epidemia AIDS fra le prostitute? I bordelli, le strade d’Italia e d’Europa dovrebbero tracimarne.
La vicenda di Duesberg è una cosa tristissima, una vergogna scientifica. Non lo lasciano pubblicare, lo bloccano dappertutto e lui, pur di far conoscere il suo punto di vista, farebbe stampare i suoi articoli anche sulla Gazzetta di Lodi, con nefaste conseguenze sull’impact factor, vero?
Lei si presenta come divulgatrice scientifica… mi astengo da ogni ulteriore commento.

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Sylvie Coyaud risponde

Galileo aveva un ottimo fattore d’impatto! Forse mi son spiegata male, ma si applica agli articoli di scienziati, non di ecclesiastici o gazzettieri.

Dino ha scritto:
Lei scherza vero?


Purtroppo no. Ho scritto “dai primi anni ’90″, perché il monitoraggio delle donne (e dei neonati) è iniziato allora, prima molti la pensavano come Duesberg.
Oggi il 60% dei sieropositivi sono donne i tre quarti delle quali vivono nell’Africa subsahariana.
La percentuale è molto minore nei paesi europei, grazie alla sanità pubblica. Negli USA “neri gialli e bianchi” è diversa.


Dino ha scritto:
prostitute


India e Thailandia in testa In Italia – e non solo, ovviamente – aumentavano le vendite di preservativi. Secondo l’ONU da 5 – 6 anni c’è un calo da “condom fatigue”.

Dino ha scritto:
come vuole che le pubblicazioni scientifiche citino Duesberg o i suoi lavori, se l’ostracismo è totale


Totale? Se clicca su “gratuito ma approssimativo”, vedrà che le sue pubblicazioni sugli oncogeni sono ben citate. Se clicca su “Peter Duesberg”, vedrà che i suoi scritti sull’HIV non descrivono esperimenti, ma cercano di dimostrare che la correlazione HIV-AIDS è spuria con statistiche “depurate” dai dati scomodi.

Immagine

dino scrive

Sylvie Coyaud ha scritto:
Galileo Aveva un ottimo fattore d’impatto! Forse mi son spiegata male, ma si applica agli articoli di scienziati, non di ecclesiastici o gazzettieri”.


L’unica cosa impattante su Galileo era la proibizione di insegnare e di divulgare le sue scoperte. Per gli ipotetici misuratori del fattore d’impatto di allora (diciassettesimo Secolo), era auspicabile aspettare quasi quattro secoli (fino al 1992 con la riabilitazione di Papa Giovanni Paolo II). Fuor di metafora: se a Duesberg non è consentito pubblicare, che senso ha parlare di fattore d’impatto? E’ una presa in giro.

Sylvie Coyaud ha scritto:
Oggi il 60% dei sieropositivi sono donne i tre quarti delle quali vivono nell’Africa subsahariana”.


Guardi in fondo alle tabelle che lei cita: c’è scritto “stime”, e queste stime fantasmagoriche vengono modificate ogni anno per gli anni precedenti. Esempio: l’OMS ha modificato a posteriori le stime per il 2002; non erano più 42 milioni, ma ‘solo’ 30, per il 2006 non erano più 40 milioni, ma 33 (legga i bollettini ufficiali dell’OMS). E come nascono queste cifre? Fin dal 1985 con la dichiarazione di Bangui l’OMS accettò che per una diagnosi di AIDS in Africa non fosse necessario il test dell’HIV, in quanto non tutti i Paesi potevano permetterselo. In mancanza del test, la diagnosi di AIDS viene pertanto fatta solo sui sintomi. E sa quali sono questi sintomi? Febbre, astenia, tosse, espettorato, grave perdita di peso. Sì, lo so che ha capito: sono gli stessi sintomi della tubercolosi. E nei Paesi africani che si possono permettere il test, come il Sud-Africa, tale test viene fatto sulle donne incinte. Uno si può chiedere perché proprio le donne incinte. E’ solo perché si vuole essere sicuri che ci sia stato un atto sessuale. Il problema è che lo stesso produttore dei kit per il test HIV avverte nelle istruzioni che, usando campioni di sangue prelevati a donne con gravidanza pregressa, ci possono essere dei falsi positivi. E non c’è un secondo test di controllo. A questo punto (diagnosi sui sintomi più falsi positivi) lei ha dei dati totalmente fasulli che vengono inseriti a computer ed estrapolati sulla popolazione mondiale.

Sylvie Coyaud ha scritto:
La percentuale è molto minore nei paesi europei, grazie alla sanità pubblica


Lei confonde, come molti, la sieropositività con l’AIDS. Cosa c’entra la sanità pubblica con l’HIV? e lei parla di HIV, parla di un virus, da cui può essere contagiata, sia che la sanità pubblica sia ottima, sia che risulti pessima. Caso mai la sanità c’entra con la terapia successiva se ci fosse AIDS. Ma capisco: anche lei si è assuefatta alla furbissima sigla HIV/AIDS, che non fa volutamente capire se parliamo di solo HIV o se parliamo di malattia conclamata.

Sylvie Coyaud ha scritto:
prostitute India e Thailandia in testa In Italia – e non solo, ovviamente – aumentavano le vendite di preservativi.


Quindi lei sostiene che in Italia (o in Occidente) non abbiamo catastrofi di HIV o AIDS perché usiamo il preservativo? Le ricordo che solo in Italia nascono ogni anno 600.000 bambini. Vogliamo dire che almeno per 600.000 volte non si è usato il preservativo? Magari una coppia ci prova anche due volte, e superiamo abbondantemente il milione. Ogni anno! Solo in Italia! Perché non c’è epidemia? Lei conosce qualcuno fra i suoi amici o parenti o conoscenti o amici di amici che è morto di AIDS?

Sylvie Coyaud ha scritto:
Totale? Se clicca su “gratuito ma approssimativo”, vedrà che le sue pubblicazioni sugli oncogeni sono ben citate


Infatti, quando parla di cancro Duesberg viene pubblicato. Ma allora è un ciarlatano quando parla di AIDS ed è un genio quando parla di cancro?

Sylvie Coyaud ha scritto:
Se clicca su “Peter Duesberg”, vedrà che i suoi scritti sull’HIV non descrivono esperimenti, ma cercano di dimostrare che la correlazione HIV-AIDS è spuria con statistiche “depurate” dai dati scomodi


Questo ovviamente non è vero, conosco troppo bene la materia, ma so che lei l’ha copiato pari pari dai blogger che osteggiano Duesberg. Guardi chi li finanzia. C’è perfino scritto.

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Sylvie Coyaud risponde
Dino ha scritto:
L’unica cosa impattante su Galileo era la proibizione di insegnare e di divulgare le sue scoperte. Per gli ipotetici misuratori del fattore d’impatto di allora (diciassettesimo Secolo), era auspicabile aspettare quasi quattro secoli (fino al 1992 con la riabilitazione di Papa Giovanni Paolo II).


Sta di nuovo parlando degli ecclesiastici, non degli scienziati che – dove non rischiavano troppo – hanno subito usato e divulgato le sue scoperte

Dino ha scritto:
Fuor di metafora: se a Duesberg non è consentito pubblicare, che senso ha parlare di fattore d’impatto? E’ una presa in giro.


Ma i suoi suoi primi articoli sull’HIV sono usciti su riviste importanti. Il mio punto è che sarebbero stati citati di più se avessero riportato dati sperimentali.

Dino ha scritto:
Guardi in fondo alle tabelle che lei cita: c’è scritto “stime”, e queste stime fantasmagoriche vengono modificate ogni anno per gli anni precedenti. Esempio: l’OMS ha modificato a posteriori le stime per il 2002; non erano più 42 milioni, ma ‘solo’ 30, per il 2006 non erano più 40 milioni, ma 33 (legga i bollettini ufficiali dell’OMS).


Sta mescolando le stime e le proiezioni. Quelle che lei chiama “stime fantasmagoriche” sono derivate da studi campioni – discutibili, ma non esiste altro metodo – e sono sempre riviste e corrette, qualunque sia la patologia.

Dino ha scritto:
E come nascono queste cifre? Fin dal 1985 con la dichiarazione di Bangui l’OMS accettò che per una diagnosi di AIDS in Africa non fosse necessario il test dell’HIV, in quanto non tutti i Paesi potevano permetterselo. In mancanza del test, la diagnosi di AIDS viene pertanto fatta solo sui sintomi. E sa quali sono questi sintomi? Febbre, astenia, tosse, espettorato, grave perdita di peso. Sì, lo so che ha capito: sono gli stessi sintomi della tubercolosi.


Dal 1985 sono cambiate molte cose.
Solo alcuni sintomi sono gli stessi, perciò si fanno altri esami di laboratorio


Dino ha scritto:
E nei Paesi africani che si possono permettere il test, come il Sud-Africa, tale test viene fatto sulle donne incinte. Uno si può chiedere perché proprio le donne incinte. E’ solo perché si vuole essere sicuri che ci sia stato un atto sessuale. Il problema è che lo stesso produttore dei kit per il test HIV avverte nelle istruzioni che, usando campioni di sangue prelevati a donne con gravidanza pregressa, ci possono essere dei falsi positivi. E non c’è un secondo test di controllo. A questo punto (diagnosi sui sintomi più falsi positivi) lei ha dei dati totalmente fasulli che vengono inseriti a computer ed estrapolati sulla popolazione mondiale.


Il test non si fa solo sulle donne incinte né solo in Sudafrica. Dal 1992 le stime includevano i dati del Pasteur (Sénégal, Cote d’Ivoire Guinée Eq. ecc) ottenuti con due test (Elisa e Wolf). E le analisi statistiche tengono conto del tasso di falsi positivi dei test, ovviamente.

Dino ha scritto:
Lei confonde, come molti, la sieropositività con l’AIDS. Cosa c’entra la sanità pubblica con l’HIV?


Ha presente le campagne di informazione in scuole, concerti, luoghi pubblici a cura o con il sostegno del “Ministero della sanità pubblica”?

Dino ha scritto:
e lei parla di HIV, parla di un virus, da cui può essere contagiata, sia che la sanità pubblica sia ottima, sia che risulti pessima. Caso mai la sanità c’entra con la terapia successiva se ci fosse AIDS. Ma capisco: anche lei si è assuefatta alla furbissima sigla HIV/AIDS, che non fa volutamente capire se parliamo di solo HIV o se parliamo di malattia conclamata.


Con “sieropositivi” intendo sia l’infezione che le sue conseguenze, per brevità, questo è un blog.
Sanità pubblica significa anche test gratuiti, diagnosi precoce, farmaci gratuiti che contribuiscono a fermare la diffusione di qualunque virus, influenza compresa.


Dino ha scritto:
Quindi lei sostiene che in Italia (o in Occidente) non abbiamo catastrofi di HIV o AIDS perché usiamo il preservativo?


No, come si vede dal contesto rispondevo alla sua domanda sulla prostituzione. Adesso le rispondo nel suo commento, così evitiamo altri fraintendimenti.

Dino ha scritto:
Le ricordo che solo in Italia nascono ogni anno 600.000 bambini. Vogliamo dire che almeno per 600.000 volte non si è usato il preservativo? Magari una coppia ci prova anche due volte, e superiamo abbondantemente il milione. Ogni anno! Solo in Italia! Perché non c’è epidemia? Lei conosce qualcuno fra i suoi amici o parenti o conoscenti o amici di amici che è morto di AIDS?


Domanda irrilevante. I miei amici e conoscenti né si prostituiscono né fanno figli con prostitute – a quanto ne so. In Italia non c’è epidemia proprio perché il contagio avviene per contatto diretto. Comunque dei 1.300-1500 casi conclamati all’anno, il 43-45% riguarda eterosessuali senza trascorsi di droga (dati: Spallanzani).

Dino ha scritto:
Infatti, quando parla di cancro Duesberg viene pubblicato. Ma allora è un ciarlatano quando parla di AIDS ed è un genio quando parla di cancro?


Non ho detto né l’uno né l’altro, perché lo chiede a me?

Dino ha scritto:
Sylvie Coyaud ha scritto:
Se clicca su “Peter Duesberg”, vedrà che i suoi scritti sull’HIV non descrivono esperimenti, ma cercano di dimostrare che la correlazione HIV-AIDS è spuria con statistiche “depurate” dai dati scomodi

Questo ovviamente non è vero, conosco troppo bene la materia, ma so che lei l’ha copiato pari pari dai blogger che osteggiano Duesberg. Guardi chi li finanzia. C’è perfino scritto.


Sbaglia, lo scrivo – per esempio sul Sole – da molto prima che esistessero i blog.
Lei conosce “troppo bene la materia” nel senso di meglio dei biostatistici del Cochrane, dell’OMS, della Banca Mondiale ai cui lavori mi riferisco, presumo. Complimenti, but where’s the evidence?


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dino scrive
Mi dispiace Signora, ma mi fermo qui.
Vedo che la furbizia, quasi scorrettezza, alberga anche presso di lei e presso il Sole24ore. Il mio commento era intero, non spezzettato. Il moderatore doveva pubblicarlo intero e dopo lei avrebbe potuto commentarlo. Invece lei ha avuto accesso al mio commento prima che venisse pubblicato, e le è stato consentito di farlo riprodurre a spezzoni, con inframmezzati i suoi commenti.
La scienza o la discussione su di essa è una cosa seria. Quando si usano questi mezzucci, ci si squalifica, anche e soprattutto come divulgatrice scientifica.

Sylvie Coyaud risponde

Non è così, la moderatrice sono io e ho scritto nel suo commento perché prima non l’avevo fatto e lei ha frainteso una mia risposta. Come dicevo se preferite che non lo faccia, basta dirmelo e mi cancello


A DINOOO FATTI UN CRODINO! :lol:


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Melisanda ha scritto:
nei commenti a seguire nel blog ho colto il suggerimento di dare un'occhiata a questo! :P

http://press.princeton.edu/titles/7929.html


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grazie, questo link mi ha strappato una solida risata, di quelle assolutamente necessarie dopo aver dovuto reprimere le volgarità che sento risalire ogni volta che mi ricordo dell'esistenza di simile gente...


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