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MessaggioInviato: mercoledì 30 luglio 2014, 9:23 
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PREMESSA: per chi fosse nuovo al GcMAF, molti dei riferimenti storici si trovano in




L’INIZIO DELLA FINE DEL GcMAF: LA BRUTTA ESTATE DEI CONIUGI RUGGIERO

Per i professori dell’università di Firenze Marco Ruggiero e sua moglie, Stefania Pacini, così come per il professore (sempre a Firenze – purtroppo non pare casuale) Massimo Gulisano e per qualche altra persona del loro gruppo di lavoro, compreso qualcuno di quegli studenti cui è stato consentito di laurearsi con tesi copiate da materiale negazionista pubblicato in Rete, quella del 2014 deve essere un’estate particolarmente uggiosa.

La pioggia, certo. Ma ci si mette pure la consapevolezza dell’inizio della fine di quella colossale illusione che è il GcMAF.

Immagino che molti di voi di sentir parlare di Ruggiero e GcMAF non ne possano più, che vi sia venuto a noia almeno quanto a me è venuto a noia scriverne. Tuttavia, le conferme sulla correttezza della nostra azione contro le teorie e le attività negazioniste del professor Ruggiero, entro e fuori le mura dell’università di Firenze, continuano ad arrivare copiose, quindi un aggiornamento è d’obbligo.
Per non tediarvi troppo, farò molto breve una storia che, invece, è assai lunga e complicata.

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Partiamo da Nobuto Yamamoto - l’origine del male, ovvero dell’imbroglio del GcMAF.

Nonostante gli sforzi di Fabio Franchi e molti altri di far ritirare l’infame articolo del 2009 sul Journal of Medical Virology, in cui Yamamoto vaneggiava di avere eradicato l’HIV da 15 pazienti, sembrassero inizialmente destinati al fallimento, l’entrata in campo di una associazione seria e di gran peso come l’Anticancer Fund ha cambiato la situazione.

In questo mese, infatti, è stato ritirato un articolo di Yamamoto sulla cura del cancro al seno con GcMAF e si attende a breve il ritiro di altri due articoli, e le ragioni per cui questo è finalmente accaduto sono le medesime per cui si giungerà infine al ritiro anche dell’articolo sulla falsa eradicazione dell’HIV:

    - i comitati etici citati da Yamamoto semplicemente non sono mai esistiti;
    - probabilmente anche i pazienti non sono mai esistiti;
    - i dati pubblicati non forniscono evidenza alle conclusioni che ne vengono tratte.

La lettera che l’Anticancer Fund ha inviato all’editore Springer e alla rivista Cancer Immunology Immunotherapy per chiedere la ritrattazione di un articolo di Yamamoto sul trattamento del cancro al colon-retto con GcMAF elenca un numero impressionante di “irregolarità” (chiamiamole così), che vanno dal non avere dato le necessarie informazioni sui pazienti trattati, all’assenza di validazione della Nagalasi come corretto obiettivo da colpire con l’azione del GcMAF (oltre al fatto che Yamamoto sostiene che nel cancro la Nagalasi è prodotta esclusivamente dalle cellule cancerose, mentre nell’infezione da HIV la ritiene un prodotto virale), alla autoreferenzialità delle fonti citate (sempre Yamamoto, solo Yamamoto – l’avevamo visto anche nell’articolo in cui diceva di avere eradicato l’HIV, ricordate?), ad una serie di asserzioni non dimostrate. La conclusione dell’Anticancer Fund è lapidaria:

    “These results cannot be scientifically validated as they contradict established tenets in oncology”.

Ma le “anomalie” non sono solo di carattere scientifico, perché i ricercatori dell’Anticancer Fund hanno scoperto quello che già Franchi segnalava nel 2009: i centri di ricerca che secondo Yamamoto avrebbero dato il consenso all’attuazione dei trial clinici non esistono; le persone citate come coinvolte in questi comitati etici non sono mai state coinvolte in nessuna delle attività di Yamamoto. E c’è di più: neppure i presunti co-autori degli articoli esistono! Né esistono gli sponsor che – a detta di Yamamoto – avrebbero finanziato il suo Socrates Institute for Therapeutic Immunology.

Insomma, ormai la verità è acclarata: NOBUTO YAMAMOTO HA IMBROGLIATO.

Potrebbe bastare questo a rovinare l’umore di Ruggiero, Noakes e colleghi, perché tutta la brutta storia del GcMAF nasce proprio da lì, da quei lavori dello scienziato imbroglione.
Infatti, è pubblicizzando nel proprio sito quegli articoli oggi ritirati ed altri che su di essi si sono basati che la Immuno Biotech attira i clienti: persone con le patologie più diverse e sovente molto serie, cui viene fatto credere che comprando i prodotti a base di GcMAF della Immuno Biotech, o recandosi in una delle tre *cliniche del GcMAF* che sono state aperte in Svizzera e Germania, risolveranno i loro problemi di salute (dalla pagina in cui si descrivono i centri - che purtroppo hanno perduto l’inziale nome di “wellness courses” – è scomparsa la clausola “soddisfatti o rimborsati” che accompagnava la promessa di eradicazione del cancro in fase terminale: si vede che perfino per la Immuno Biotech simile promessa suonava – come dire? – poco credibile).

Ma la brutta estate non è finita qui.
Ruggiero, insieme a diversi docenti e ricercatori dell’Università di Firenze (fra cui ricorre il nome di Stefania Pacini, moglie di Ruggiero) hanno infatti molto pubblicato sul GcMAF in questo ultimo paio d’anni. E i loro articoli servono alla Immuno Biotech a dare spessore alle proprie pretese scientifiche e dunque ad incrementare la vendita a carissimo prezzo di prodotti come lo yoghurt magico (che oggi si chiama Bravo Probiotic).

Ma che cosa si scopre? Che una gran parte degli articoli in questione sono stati pubblicati su riviste il cui valore scientifico è pari a zero, riviste in cui la peer review è addirittura peggiore di quella dell’Italian Journal of Anatomy and Embryology dell’Università di Firenze, che il mondo scientifico non conoscerebbe se non fosse per il clamore suscitato a fine 2011 dalla pubblicazione in quelle pagine delle bestialità negazioniste sull’HIV/AIDS di Duesberg, Ruggiero et al.

Quel tipo di riviste – non a caso chiamate predatory journals – sono una sciagura per la scienza open access perché, nascondendosi dietro nomi apparentemente scientifici e che richiamano quelli di riviste serie, e dietro al pagamento di somme a volte più, a volte meno consistenti, permettono (o incoraggiano) la pubblicazione di spazzatura, che finisce così con l’essere equiparata a ricerche vere di scienziati veri, che pubblicano su riviste vere.

Jeffrey Beall è un bibliotecario della University of Colorado, a Denver, e da un paio d’anni gestisce un sito molto accreditato – Scholarly Open Access - in cui censisce queste riviste canaglia, elencandole e descrivendole. Per esempio, sovente i predatory journals hanno sedi fittizie, redazioni fittizie e – ovviamente – peer reviewers fittizi: Beall studia e racconta queste cose e il suo lavoro è molto seguito, perché per chi si occupa di scienza è di vitale importanza non dare credito a lavori che sono solo mascherati da ricerche scientifiche, ma in realtà sono pseudoscienza – non foss’altro che per non perdere tempo prezioso.

Nel mirino di Beall sono finiti nei giorni scorsi ben tre articoli di Ruggiero e colleghi della Università di Firenze, altri ne sono stati segnalati dai lettori, e da lì sta partendo la seconda valanga di fango (per riprendere l’azzeccata metafora del dottor Franchi), che seppellirà quella che ormai pare accertato sia la truffa del GcMAF.

Beall ha scritto un post il cui titolo non si presta ad equivoci: Would You Take a Cancer Cure Proven Effective in a Predatory Journal? - ed elenca tre lavori di Ruggiero, Pacini e colleghi usciti sull’American Journal of Immunology, una delle riviste della sua lista di rogue journals.

Inoltre, ricorda i pazienti trattati nei tre centri della Immuno Biotech, i 6000 euro a settimana per il centro più 1800 per l’albergo, e sottolinea come il costo sia significativamente più alto rispetto ai 600 euro di una fiala di GcMAF.

Nota anche come nessuno degli autori degli articoli sul GcMAF paia aver rivelato la propria affiliazione al centro (ma noi sappiamo che almeno Ruggiero ha un ruolo ben chiaro - sia nella Immuno Biotech, di cui è Direttore Scientifico, sia nelle *cliniche del GcMAF*, in cui è lead consultant doctor).
E non può mancare la conclusione, in cui Jeffrey Beall si chiede se la scienza dietro il GcMAF sia autentica, onesta e reale e chiede alla comunità scientifica di investigare sul GcMAF e sulla scienza e il marketing che ne sono alla base:

    I found the overall tone of the GcMAF website to be mean and self-righteous. It makes a lot of claims such as “Root canals are a major cause of the immune system being suppressed and they are a major cause of cancer.”
    Is the published science behind GcMAF authentic, honest, and real? I ask that the bio-medical sciences community investigate this compound, the science behind it, and its marketing.

Ieri Sylvie Coyaud ha seguito le suggestioni lanciatele da un commentatore sul suo blog su Repubblica e ha scoperto che anche nell’isoletta di Guernsey, il paradiso fiscale nella Manica in cui ha sede la Immuno Biotech, qualcuno comincia a manifestare pubblicamente delle perplessità sul GcMAF. Ha dunque scritto un bel post dei suoi – Lo yogurt del prof. Ruggiero, cont. – in cui ha notato alcune incongruità (chiamiamole così) nella risposta che la società di Noakes e Ruggiero ha dato alla lettera sul Guernsey Press del 18 luglio scorso:

    La replica contiene falsità palesi, tra le quali:

    Of the 22 research papers published by Immuno Biotech Ltd, our Guernsey company, six are clinical results papers. Four cover our German and Swiss clinics, where we reduce cancer tumour size by 25% a week, of course without side effects. These are also all peer reviewed and published in the world’s most prestigious scientific journals. See http://www.gcmaf.eu for links to the papers.

    Come chiunque può vedere sul sito, Immuno Biotech non ha mai pubblicato nulla. Di due articoli su rivista peer-reviewed, che riportavano i risultati di un esperimento clinico, il primo è appena stato ritrattato perché i dati erano dubbi, l’ipotesi che dovevano dimostrare infondata, gli autori morti o irrintracciabili, i loro enti di ricerca svaniti nel nulla.

    Prof Ruggiero effectively proved these chemo companies were selling a fraud.

    In Italia come nel resto dell’UE, la chemioterapia è gratuita, invece di 60-100 euro la dose giornaliera del loro yogurt.

    Their response was to ask the University of Florence to withdraw his professorship. Worrying times, but the university reviewed his research papers, concluded that Prof Ruggiero was completely right, and flatly refused to withdraw his professorship. There is some justice in the world.

    L’università di Firenze ha dato torto al prof. Ruggiero e gli ha tolto il lab e due corsi su tre. Non può togliergli il titolo di “professore” prima della conclusione dell’inchiesta del tribunale di Sassari, processi, prescrizioni, amnistie, condoni e sentenza di ultimo grado. Se ne riparla nel 2014.


Vedremo dunque, quando l’inchiesta penale di Sassari si sarà conclusa, che cosa avranno da dire, oltre alla magistratura, l’Università di Firenze e l’Ordine dei Medici, dal quale ancora attendiamo che si pronunci sulla segnalazione fatta dall’Università riguardo alle strane sperimentazioni dello yoghurt magico, e che forse – per quanto le *cliniche del GcMAF* non siano in territorio italiano – terrà almeno moralmente conto delle attività oltre confine del professor Ruggiero.

L’inizio della fine del GcMAF - una storiaccia infame, che tante illusioni ha creato in persone malate.

Proprio una gran brutta estate per Ruggiero, Pacini e colleghi.


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MessaggioInviato: mercoledì 30 luglio 2014, 16:12 
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La vicenda delle tesi di laurea (e di dottorato, ho capito bene?!) copiate ha avuto qualche esito? Ho letto i vari thread ma non sono riuscito a capire se i titoli sono stati ritirati o meno...

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MessaggioInviato: mercoledì 30 luglio 2014, 16:43 
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rospino ha scritto:
La vicenda delle tesi di laurea (e di dottorato, ho capito bene?!) copiate ha avuto qualche esito? Ho letto i vari thread ma non sono riuscito a capire se i titoli sono stati ritirati o meno...

Per quanto a mia conoscenza, nessuna fra le tesi di laurea che sono state segnalate all'Università di Firenze è stata invalidata.
Qualcuno fra gli studenti che, sotto la supervisione del professor Ruggiero, si sono laureati con tesi di argomento negazionista copiate in gran parte da materiale di Ruggiero stesso e di altri "teorici" negazionisti, oggi sembra lavorare, studiare o in qualche modo collaborare presso l'Università di Firenze, appoggiandosi alle cattedre di Stefania Pacini o di Massimo Gulisano e firmando gli articoli di Ruggiero e Pacini.
Già solo la questione delle tesi copiate ti dice quale serio problema di credibilità accademica l'Università di Firenze abbia finora rifiutato di affrontare e quanto l'offerta formativa di quell'università sia danneggiata dalle tesi degli studenti copiate con la sicura consapevolezza dei loro relatori.
Per non parlare, poi, delle troppe pubblicazioni in predatory journals: quale fiducia puoi dare alla ricerca scientifica complessiva che esce da questa università, se una parte apparentemente consistente di questa ricerca esce su rivistacce che di scientifico hanno quasi soltanto il nome?


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MessaggioInviato: mercoledì 30 luglio 2014, 17:30 
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Dora ha scritto:
Per quanto a mia conoscenza, nessuna fra le tesi di laurea che sono state segnalate all'Università di Firenze è stata invalidata.
Qualcuno fra gli studenti che, sotto la supervisione del professor Ruggiero, si sono laureati con tesi di argomento negazionista copiate in gran parte da materiale di Ruggiero stesso e di altri "teorici" negazionisti, oggi sembra lavorare, studiare o in qualche modo collaborare presso l'Università di Firenze, appoggiandosi alle cattedre di Stefania Pacini o di Massimo Gulisano e firmando gli articoli di Ruggiero e Pacini.
Già solo la questione delle tesi copiate ti dice quale serio problema di credibilità accademica l'Università di Firenze abbia finora rifiutato di affrontare e quanto l'offerta formativa di quell'università sia danneggiata dalle tesi degli studenti copiate con la sicura consapevolezza dei loro relatori.
Per non parlare, poi, delle troppe pubblicazioni in predatory journals: quale fiducia puoi dare alla ricerca scientifica complessiva che esce da questa università, se una parte apparentemente consistente di questa ricerca esce su rivistacce che di scientifico hanno quasi soltanto il nome?

Sono allibito; niente mi sorprende più, oramai.
Come si può però non invalidare un titolo accademico che si basa su testi palesemente copiati?

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MessaggioInviato: venerdì 22 agosto 2014, 6:27 
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LA VALANGA DI FANGO (*) PROCEDE INARRESTABILE

Ritrattato da Wiley il terzo articolo di Yamamoto sul GcMAF. E questa volta, come da qualche settimana era diventato facilmente prevedibile, si tratta del famigerato articolo sul Journal of Mickey Mouse Virology (**) - scusate, sul Journal of Medical Virology del 2009, in cui Yamamoto millantava di avere eradicato l'HIV grazie al GcMAF.

Posso capire il rammarico espresso ieri dal dottor Franchi, che fin dal 2009 tentò di arrivare al ritiro dell'articolo, perché le ragioni formalmente addotte dall'editore per la ritrattazione - "irregolarità nella documentazione per l'approvazione IRB" - non descrivono in modo esaustivo i pesantissimi sospetti di avere inventato comitati etici, dati e perfino pazienti, che gravano su quel lavoro.
E condivido pienamente con il dottor Franchi la preoccupazione per le lacune mostrate dal sistema delle peer review: è sempre quanto di meglio la comunità scientifica abbia escogitato per fissare gli standard di quanto può essere considerato "scientifico" e accettato nel corpus delle conoscenze scientifiche del nostro periodo storico; ma è evidentemente un sistema pieno di falle e in cui l'incompetenza e la malafede trovano troppo spazio.

Tuttavia, quello che a mio parere davvero conta è che, grazie a questa ritrattazione, crolla rovinosamente un altro dei pilastri sui quali Marco Ruggiero, David Noakes e collaboratori hanno costruito l'edificio della vendita online e nelle *cliniche* svizzero-tedesche di una proteina la cui efficacia non solo non è mai stata dimostrata, ma è ritenuta priva di solide basi scientifiche, e sulla quale pende invece il rischio che possa aumentare e non diminuire lo stato di iperattivazione immunitaria.

Con la conferma ufficiale che Yamamoto ha imbrogliato anche nel lavoro ritrattato dal Journal of Medical Virology, credo si possa considerare seppellita l'eradicazione dell'HIV via GcMAF.



(*) (**)© Fabio Franchi

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MessaggioInviato: venerdì 22 agosto 2014, 7:29 
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comunque, al netto del mio ENORME talento diplomatico, direi che, a voler credere alla buona fede del prossimo, oggi potremmo attenderci un certo numero di atti di contrizione da un bel po' di gente che potrebbe avere improvvisamente scoperto di essersi fatta tirare per il naso così da un signore che apparentemente si inventava (almeno) i comitati etici...

tutto questo "a voler credere alla buona fede del prossimo"... e non so cosa sia preferibile, perché "a voler credere alla buona fede del prossimo" vuol dire che in giro per il mondo c'è gente che si picca di essere uno scienziato, di avere risposte rivoluzionarie che smentiscono errori clamorosi che sarebbero comuni all'intera comunità scientifica (tutto possibile, eh), e che poi si dimentica di fare l'unica cosa che non uno scienziato, ma una matricola di biologia avrebbe fatto di fronte a scoperte così clamorose: chiedere al signor Yamamoto di "mostrare le carte".

alla luce del terzo articolo yamamotesco ritirato, i casi si suppongono tre:
1. o certuni scienziati si sono dimenticati di chiedere al vecchietto di "mostrare le carte"
2. o certuni scienziati hanno chiesto al vecchietto di "mostrare le carte", le hanno viste e non hanno capito che immonda porcheria fossero
3. o certuni scienziati hanno chiesto al vecchietto di "mostrare le carte", le hanno viste, hanno capito che immonda porcheria fossero e hanno fatto finta di nulla
ognuno scelga cosa "preferisce".

anch'io festeggio perché porcherie come quegli articoli sono state finalmente ufficialmente riconosciute come tali, ma la tristezza e la rabbia per il tempo passato e i danni prodotti ai malati (e che saranno prodotti per anni, perché sono sicuro che tanti continueranno a brandire quegli articoli come se fossero roba seria) sono sufficienti a guastare ogni cosa.


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MessaggioInviato: venerdì 22 agosto 2014, 11:33 
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uffa2 ha scritto:
alla luce del terzo articolo yamamotesco ritirato, i casi si suppongono tre:
1. o certuni scienziati si sono dimenticati di chiedere al vecchietto di "mostrare le carte"
2. o certuni scienziati hanno chiesto al vecchietto di "mostrare le carte", le hanno viste e non hanno capito che immonda porcheria fossero
3. o certuni scienziati hanno chiesto al vecchietto di "mostrare le carte", le hanno viste, hanno capito che immonda porcheria fossero e hanno fatto finta di nulla
ognuno scelga cosa "preferisce".

Esiste una interessantissima intervista a Marco Ruggiero, pubblicata nel luglio del 2012, quindi nel pieno dell'inchiesta dell'Università di Firenze e quando già Ruggiero aveva - apparentemente - smentito le sue posizioni negazioniste e pseudoscientifiche sui giornali italiani. Dico che l'intervista è molto interessante, ancorché poco nota e mai citata, perché costituisce una summa del pensiero di Ruggiero sull'HIV/AIDS - un pensiero, a voler essere magnanimi, piuttosto confuso, per esempio sulla fondamentale questione della latenza dell'HIV. Proprio il fatto che non sembri aver capito molto della latenza virale e della formazione dei reservoir di HIV latente in cellule quiescenti, mi sembra abbia contribuito alla lettura che Ruggiero dà dell'articolo di Yamamoto sulla FALSA eradicazione dell'HIV tramite GcMAF.
Non che questo escluda l'ipotesi dell'uso strumentale del GcMAF da parte di Ruggiero, sia chiaro. Né che escluda il mercimonio che di questa proteina viene fatto attraverso la società di cui Ruggiero è direttore scientifico. Però mi pare indicatore, oltre che di una oggettiva ignoranza scientifica, di una lettura supinamente passiva del lavoro con cui Yamamoto si è fatto beffe di tante persone.
Una breve parte di quella lunghissima intervista giova citarla qui:

L'intervistatore - Jacques Fernández de Santos - chiede:

    Let's turn to the immune therapy approaches you've been working on. You started your work based on Professor Yamamoto's studies of a substance called GcMAF, a macrophage inductor, which is a specialized phagocytic cell that attacks foreign proteins, infectious microbes, and cancer cells. Your work in this area is still evolving, but what are your provisional conclusions regarding GcMAF?

E questa è la risposta del professor Ruggiero:

    Our team is researching therapeutic approaches to immune deficiency and cancer. Professor Yamamoto's studies were done with 15 asymptomatic HIV-infected patients and he was able to eradicate the HIV infection by administering GcMAF. Our team and an MD in Vienna (*) worked together with a group of patients to test GcMAF with symptomatic patients. I personally monitored one of the patients, and the results were impressive, results that I presented at the Florence AIDS conference last March (ICAR 2011).

Quanta impressione quei risultati abbiano fatto a uno scienziato vero, lo si può vedere nell'articolo che il professor Guido Poli scrisse su quel poster e che costituisce oggi la posizione dell'intera SIMIT sull'uso del GcMAF nell'infezione da HIV. Cfr. il thread G.POLI_SIMIT: The weak link between GcMAF and HIV infection.



(*) La dottoressa Uta Santos-Koenig, sulla cui metodologia della “Dimostrazione attraverso il Sogno” si può leggere qualcosa di very impressive nel thread La lettera di Snout al Rettore di Firenze (febbraio 2011).


Cita:
anch'io festeggio perché porcherie come quegli articoli sono state finalmente ufficialmente riconosciute come tali, ma la tristezza e la rabbia per il tempo passato e i danni prodotti ai malati (e che saranno prodotti per anni, perché sono sicuro che tanti continueranno a brandire quegli articoli come se fossero roba seria) sono sufficienti a guastare ogni cosa.

Purtroppo è così. È una festa molto amara e con davvero pochissima allegria.
Almeno però è sancito definitivamente e senza possibilità di equivoco o manipolazione che né tu, né io abbiamo "sottratto una valida opzione terapeutica" ai malati di HIV.


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MessaggioInviato: venerdì 22 agosto 2014, 13:46 
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ehh Dora, sono solo amarezze... :(


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MessaggioInviato: venerdì 22 agosto 2014, 17:52 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Scrivendo di questa tardiva resa dei conti, continuavo ad avere l'impressione che mi stesse sfuggendo qualcosa, di aver dimenticato qualcuno dei protagonisti della vicenda GcMAF in quell'ormai lontano 2009.
E infatti non abbiamo ancora ricordato Andrea Savarino, che nel 2009, quando l'Istituto Superiore di Sanità iniziò a ricevere valanghe di mail e telefonate da parte di persone che volevano andare a fondo sull'eradicazione dell'HIV Yamamoto-style, fu incaricato dall'Istituto di leggere l'articolo sul Journal of Medical Virology e tenere i contatti con il gruppo di malati che, anche da questo e da altri forum, si erano coagulati attorno al blog di Fabio Franchi.
Negli anni, Savarino ha dovuto in modo ricorrente intervenire, prima solo su Yamamoto e poi anche su Ruggiero. E si è preso la sua dose di insulti e offese - per aver detto la verità: che Yamamoto aveva pubblicato dati su cui non si poteva fare alcun affidamento e che non è il GcMAF la via per arrivare a una cura dell'HIV.
Ho dunque recuperato dai miei archivi due mail, la prima del 2009 e la seconda del 2011, pubblicate in diversi luoghi compreso questo forum prima che traslocassimo sulla nuova piattaforma, per ricordare brevemente l'intervento di un altro dei protagonisti di questa storia.


2009

    Gentili Signore /Gentili Signori,

    Il Prof. Rezza mi ha delegato ad inviarVi questo messaggio in quanto mi occupo, nell'ambito del Dipartimento che egli dirige, di ricerche sull'eradicazione di HIV dall'organismo.

    Lo studio di Yamamoto et al. mette in relazione l'aumento dell'attività alfa-N-acetil galattosaminidasica riscontrata in pazienti HIV+ con la progressione della malattia. Questo porta alla diminuzione dei livelli di macrophage-activating factor (MAF). La somministrazione esogena di MAF, da come appare su questa rivista, porterebbe ad un azzeramento della carica virale, ottenuto, e, assai sorprendentemente, mantenuto in assenza di terapie antiretrovirali.
    Lo studio di Yamamoto mostra tuttavia notevoli lati oscuri e si basa su un rationale assai semplicistico, che non tiene in conto importanti meccanismi immunologici che un ricercatore navigato in materia di HIV/AIDS dovrebbe avere ben presenti. La stessa superficialità si mostra nell’interpretazione dei dati, che vengono mostrati in una maniera non ortodossa (di solito vi è uno schema ben preciso con cui vengono presentati i dati clinici). Per esempio, i ricercatori indicano come pari a 0 (zero!) la carica virale ottenuta dopo la terapia, ma questo non si dovrebbe mai fare. Per esempio, la carica virale, se negativa al test utilizzato, andrebbe riportata come “minore di” mettendo poi il valore minimo rilevabile dal saggio, in questo caso 400 copie/ml. Comprendiamo che il ricercatore in questione abbia un background principalmente oncologico. Ma il primo rapporto di “guarigioni” che il ricercatore avrebbe ottenuto risale addirittura al 2002 (Congresso FOCIS, Montreal, Canada), e sette anni sono un tempo più che sufficiente per acquisire un’adeguata competenza in materia di retrovirologia.

    Un’altra cosa che lascia molto perplessi è vedere questi dati pubblicati su una rivista, che pubblica in genere buoni lavori virologici in vitro, ma pochi lavori su HIV/AIDS e che non è né una delle grandi riviste multidisciplinari (Lancet, JAMA, New England Journal of Medicine, British Medical Journal, Journal of Infectious Diseases) né una delle riviste di punta del settore HIV (AIDS, Antiviral Therapy, Retrovirology, Current HIV Research, Journal of AIDS, ed AIDS Research and Human Retroviruses). Purtroppo il fatto che uno studio venga pubblicato su una rivista peer-reviewed non costituisce automaticamente una prova della validità dei dati e della loro riproducibilità.

    Stupisce inoltre come, apparentemente, nessuna industria farmaceutica abbia in sette anni deciso di investire in questa terapia. Non tutte le grandi industrie farmaceutiche producono farmaci antiretrovirali. Pertanto, vi sono industrie che potrebbero tranquillamente investire in questa terapia senza rischiare di perdere un altro mercato.

    L’eradicazione di HIV dall’organismo rappresenta una priorità per questo Istituto, e pertanto ci affretteremo a compiere ulteriori indagini, prima di sbilanciarci esprimendo un parere in un senso o nell'altro. L’indirizzare il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) verso una sperimentazione clinica della terapia di Yamamoto et al. potrebbe generare fortissime aspettative nei pazienti ed indirizzare risorse altrimenti indirizzabili verso possibili cure, a nostro avviso più promettenti e basate su un più solido rationale, ed attualmente in studio presso i nostri ed altri laboratori. A tale proposito, al seguente link, vedasi un articolo recentemente pubblicato dal giornale britannico Daily Mail, che attesta l’attiva ricerca di una cura per HIV/AIDS in corso presso il nostro Istituto e la sua risonanza a livello internazionale:
    http://www.dailymail.co.uk/health/artic ... ruses.html
    Sono davvero, credetemi, spiacente di non poter supportare il vostro entusiasmo circa questa terapia, ma sono convinto che qualcosa di veramente bello prima o poi uscirà. Resteremo a vostra disposizione per tenerVi informati su ulteriori sviluppi.

    Un caro saluto,

    Dr. Andrea Savarino
    Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate
    Istituto Superiore di Sanità, Roma.

2011

    Gentile Signore,

    in merito alla Sua email, desidero informarLa che il problema della ricerca del Prof. Yamamoto è che i dati da lui pubblicati nel 2009 sono ben lungi dall'essere credibili e convincenti e la sua pubblicazione contiene una serie di errori scientifici. Le risparmio i dettagli tecnici, dato che questa ricerca si smonta con due semplici considerazioni:

    - Se il Prof. Yamamoto crede veramente di aver guarito i pazienti eliminando il virus HIV, allora perché si rivolge proprio al Prof. Ruggiero che ha sostenuto in una pubblicazione recentemente screditata dalla comunità scientifica che l’ HIV non è la causa dell'AIDS?!

    - Se il Prof. Ruggiero crede che l'AIDS sia dovuta a fattori diversi dal virus HIV, come può egli credere nella strategia del Prof. Yamamoto che vuole rimuovere il virus dall'organismo?

    In sintesi, la ricerca sul GcMAF non ha le stesse credenziali scientifiche di altre ricerche in corso. Se vorrà periodicamente informarsi, Le indico il website http://www.hiv-reservoir.net che è fatto dagli scienziati più impegnati nel settore (guardi la sezione "News").


    Cordiali saluti,

    Andrea Savarino


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MessaggioInviato: sabato 23 agosto 2014, 21:59 
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Dora ha scritto:
Posso capire il rammarico espresso ieri dal dottor Franchi, che fin dal 2009 tentò di arrivare al ritiro dell'articolo, perché le ragioni formalmente addotte dall'editore per la ritrattazione - "irregolarità nella documentazione per l'approvazione IRB" - non descrivono in modo esaustivo i pesantissimi sospetti di avere inventato comitati etici, dati e perfino pazienti, che gravano su quel lavoro.

Molto, proprio molto carino il commento di Retraction Watch, che dà notizia del ritiro dell'articolo di Yamamoto su HIV e GcMAF e della lettera di Fabio Franchi al Journal of Medical Virology e nota:

    We’ve noticed that retractions for IRB documentation problems are often a bit like jailing Al Capone on tax evasion: They’re the easiest charges to prove, but they’re likely the least of a study’s problems.


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