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 Oggetto del messaggio: Tenofovir alafenamide fumarato (TAF)
MessaggioInviato: sabato 15 giugno 2013, 6:59 
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Riprendo dal thread [CROI 2013] I nuovi farmaci un post dedicato a un nuovo NRTI di Gilead, un pro-farmaco del tenofovir che è nelle sue fasi conclusive di sperimentazione, perché all'International Workshop on HIV and Hepatitis Drug Resistance che si è appena concluso a Toronto sono stati presentati dei risultati molto interessanti.

Dora ha scritto:
CROI 2013: New Pro-drug Tenofovir Alafenamide Appears Equally Effective but Better Tolerated

Published on Thursday, 07 March 2013 00:00 Written by Liz Highleyman

Il tenofovir alafenamide fumarato, o TAF (prima GS-7340), un nuovo pro-farmaco del tenofovir, un NRTI molto usato, raggiunge le cellule che ospitano l’HIV più facilmente rispetto al vecchio disoproxil fumarato (TDF), consentendo una simile efficacia antivirale a dosi minori e con minori effetti collaterali a livello dei reni e delle ossa – hanno riferito i ricercatori martedì al CROI.

Il tenofovir di Gilead Sciences è un componente molto efficace e consigliato del trattamento di prima linea contro l’HIV, ma può causare danni alla funzionalità renale e perdita ossea in alcune persone. Inoltre, non è molto biodisponibile. Il TDF (Viread, che si trova anche in co-formulazione nel Truvada, in Atripla, nel Complera e nello Stribild) è un pro-farmaco che trasporta in modo efficiente al plasma sanguigno il tenofovir difosfato.

Il TAF ha una struttura diversa rispetto al TDF ed è metabolizzato da una proteina nota come cadapsina A, raggiungendo più alte concentrazioni in cellule linfatiche come i CD4. Con la nuova formulazione, concentrazioni adeguate di tenofovir nelle cellule possono essere raggiunte usando un dosaggio molto più basso, che danneggia meno i reni e il tessuto osseo.

Andrew Zolopa della Stanford University e colleghi hanno condotto uno studio di fase II confrontando sicurezza ed efficacia di TAF rispetto a TDF in 170 persone con HIV mai trattate. All’inizio dello studio, i partecipanti avevano normale funzionalità renale e nessuna resistenza nota al tenofovir o all’emtricitabina.

Quasi tutti i partecipanti allo Studio 102 erano uomini, 2/3 erano bianchi, mentre la maggior parte degli altri erano neri e il 20% ispanici. L’età media era di circa 35 anni. Il numero mediano di CD4 era appena sotto le 400 cellule/mm3 e circa il 20% aveva alte viremie di partenza (HIV RNA > 100.000 copie/mL). Nessuno aveva co-infezione con epatite B o C.

I 58 partecipanti assegnati casualmente al braccio del TDF hanno seguito un regime a base di una singola compressa di Stribild, che contiene anche l’inibitore dell’integrasi elvitegravir, il booster cobicistat e l’emtricitabina. Le 112 persone nell’altro braccio hanno preso una simile co-formulazione “quad” giornaliera, con il TAF che sostituiva il TDF. Lo Stribild contiene 300 mg di TDF, mentre la nuova formulazione contiene solo 10 mg di TAF. Il dosaggio degli altri tre componenti è uguale.

Zolopa ha riportato i dati dell’endpoint primario sulla proporzione di partecipanti che hanno raggiunto viremia irrilevabile (HIV RNA < 50 copie/mL) dopo 24 settimane di trattamento. Il follow up sta continuando fino alla 48° settimana.

Risultati

    • Le persone che hanno usato il TAF hanno raggiunto concentrazioni di tenofovir difosfato nelle cellule mononucleate del sangue periferico di circa 5 volte più alte e livelli nel plasma di circa il 90% più bassi rispetto a quelle che hanno preso il TDF.

    • In una analisi “intent-to-treat” a 24 settimane, l’88% dei partecipanti che prendevano TAF ha raggiunto HIV RNA < 50 cellule/mL, rispetto al 90% di chi prendeva Stribild – una differenza statisticamente NON significativa.

    • Un fallimento virologico alla 24° settimana si è osservato nel 13% di chi ha preso TAF e nel 10% di chi ha preso TDF – ancora una differenza NON significativa.

    • Gli aumenti medi dei CD4 sono stati simili nei due bracci, rispettivamente 163 vs 177 cellule/mm3.

    • Il trattamento è stato in genere sicuro e ben tollerato, con profili di sicurezza complessivi dei farmaci simili nei due bracci; la maggior parte degli effetti collaterali sono stati lievi o moderati.

    • In nessuno dei due bracci sono stati riferiti eventi avversi gravi.

    • Anche se 4 persone che hanno preso TAF hanno interrotto il trattamento prima del tempo a causa eventi avversi, mentre nessuno nel braccio del TDF, soltanto 1 di questi eventi (fotosensibilità) è stato considerato dipendente dal farmaco sotto studio.

    • Gli eventi avversi più comuni riferiti da almeno il 10% dei partecipanti sono stati nausea (18% TAF, 12% Stribild), diarrea (12% in entrambi i bracci), fatigue (12% vs 9%), mal di testa (10% in entrambi i bracci) e infezioni del tratto respiratorio superiore (7% vs 12%).

    • Non ci sono state differenze significative nella frequenza o nel tipo di anomalie di laboratorio di grado 3-4.

    • I livelli di colesterolo totale, LDL (“buono”) e HDL (“cattivo”) hanno superato il limite, ma in modo più significativo nel braccio del TAF; i livelli di trigliceridi sono stati simili nei due bracci.

    • Chi ha ricevuto TAF ha avuto aumenti significativamente minori della creatinina serica (0,07 vs 0,12 mg/dL) e diminuzioni nel tasso stimato di filtrazione glomerulare (eGFR: -4,9 vs -11,8 mL/min) alla 24° settimana.

    • Questi cambiamenti erano evidenti alla 2° settimana, ma si sono stabilizzati entro la 24°.

    • Anche i livelli dell’albumina del plasma e della proteina che lega la retina erano più bassi nel braccio del TAF. Non ci sono stati casi di tubulopatia prossimale renale, né sospensioni dovute a problemi renali, in nessuno dei due bracci.

    • Misurazioni DEXA sono state fatte all’inizio e alla 24° settimana e hanno mostrato diminuzioni densità minerale ossea significativamente minori nel gruppo TAF rispetto al gruppo TDF, sia a livello di spina dorsale (in media -0,8% vs -2,5%), sia a livello dell’anca (in media -0,3% vs -2,0%).

In questo primo studio di fase II che confrontava due pro-farmaci del tenofovir, la co-formulazione contenente il TAF “ha dimostrato un’efficacia comparabile e un miglioramento significativo del profilo di sicurezza renale e osseo a 24 settimane”, rispetto al regime contenente TDF, hanno concluso i ricercatori.

E hanno aggiunto che questi risultati confermano l’opportunità di un’ulteriore valutazione della co-formulazione di TAF in trial clinici di fase III. Gilead a gennaio ha annunciato di aver iniziato uno di questi trial (Studio 104) e che un altro (Studio 111) dovrebbe iniziare a breve.

“Io non sono molto preoccupato che il virus possa sviluppare delle resistenze, dobbiamo preoccuparci di più delle conseguenze a lungo termine sui nostri pazienti” che rimangono sotto trattamento – ha detto Zolopa a una conferenza stampa al CROI in cui si discuteva di nuovi antiretrovirali e nuovi approcci terapeutici.

Rispetto al TDF, il nuovo TAF è “più sicuro e ugualmente efficace”, ha continuato. “Tutti i marker studiati sembrano o uguali o più favorevoli, nel caso del TAF” e ai reni “arriva circa il 90% in meno di tenofovir con il TAF che con la formulazione corrente”.


Fonti

- A Zolopa, R Ortiz, P Sax, et al. Comparative Study of Tenofovir Alafenamide vs Tenofovir Disoproxil Fumarate, Each with Elvitegravir, Cobicistat, and Emtricitabine, for HIV Treatment. 20th Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections. Atlanta, GA, March 3-6, 2013. [urlhttp://www.retroconference.org/2013b/Abstracts/47979.htm]Abstract 99LB[/url].

- Gilead Sciences. Gilead Announces Full 24-Week Phase 2 Results for Once-Daily Single Tablet HIV Regimen Containing Novel Prodrug Tenofovir Alafenamide (TAF). Press release. March 5, 2013.





Dopo questa lunga citazione, la nuova presentazione, che sintetizzo da un articolo di Simon Collins non ancora in stampa per l'edizione di luglio-agosto dell'HIV Treatment Bulletin (HTB) di HIV i-base.


Higher intracellular concentrations with tenofovir alafenamide (TAF) overcomes K65R and other key NRTI resistance in vitro

I risultati di uno studio fatto molto bene suggeriscono che il nuovo profarmaco del tenofovir diventerà nel prossimo decennio un farmaco essenziale per il trattamento dell’HIV in tutto il mondo. Lo studio è stato presentato all’International Workshop on HIV and Hepatitis Drug Resistance, che si è tenuto a Toronto dal 6 all’8 giugno (Callebaut C et al. Antiviral activity of tenofovir alafenamide (TAF) against major NRTI-resistant viruses: improvement over TDF/TFV is driven by higher TFV-DP loading in target cells. Oral abstract 23).

Il TAF pare molto meglio del tenofovir “classico” (TVF) e anche della versione che è in uso attualmente, il tenofovir diproxil fumarato (TDF), sia perché sembra più efficace, sia perché può essere usato a un dosaggio più basso. Dà infatti un aumento di 0,5 log nella riduzione della viremia in pazienti naive rispetto al TDF e raggiunge concentrazioni sia nelle cellule, sia nel sangue molto maggiori.

I primi risultati in vitro sul profilo di resistenza del TAF suggeriscono ora che riesca a superare le tipiche resistenze degli NRTI, compresa la mutazione K65R, che è associata ad alti livelli di resistenza al tenofovir, e altre mutazioni e combinazioni di mutazioni responsabili del fallimento di molti regimi terapeutici.
Tutto ciò dipende dal fatto che il TAF raggiunge livelli del 95% del quoziente di inibizione intracellulare (IQ95), che sono di 5 volte più alti di quelli raggiunti dal TVF.

I risultati dello studio in vitro presentati da Gilead a Toronto la settimana scorsa fanno sperare che il TAF sarà in grado di agire contro un HIV che ha sviluppato resistenze al TDF e anche ad altri NRTI e forniscono quindi una dimostrazione dei vantaggi clinici che questa più avanzata formulazione del tenofovir può avere.

Questi dati spiegano perché è importante che il TAF venga sviluppato come farmaco individuale, per poterlo combinare con un gran numero di altri antiretrovirali e somministrarlo non solo a pazienti naive, ma anche a chi ha sviluppato resistenze, sia nei Paesi ricchi, sia in quelli che non riscono ad avere accesso alle nuove co-formulazioni – estremamente costose.




Tutte le diapositive sono raccolte in Natap: Antiviral Activity of Tenofovir Alafenamide (TAF) against Major NRTI-Resistant Viruses: Improvement over TDF/TFV is Driven by Higher TFV-DP Loading in Target cells .


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MessaggioInviato: sabato 15 giugno 2013, 6:59 
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Tutto bene, dunque?
Non proprio, perché Gilead pare intenzionata a chiedere l’autorizzazione del TAF solo in co-formulazioni fisse con altri ARV (quelle che vengono chiamate FDC – fixed-dose combinations). In particolare: una formulazione che contenga elvitegravir, cobicistat, emtricitabina e TAF (cioè una nuova versione di STRIBILD); un’altra che contenga darunavir, cobicistat, emtricitabina e TAF; e forse una nuova versione del Truvada, un FDC che contenga emtricitabina e TAF.

Sembra infatti che Gilead non sia interessata ad avere una versione “stand-alone” del suo nuovo farmaco, che possa essere usata in combinazioni le più svariate, anche con farmaci prodotti dalla concorrenza.
E questo è naturalmente un problema, perché “non tutti possono, devono o vogliono prendere uno degli FDC in sviluppo contenenti TAF” e sarebbe invece molto importante avere questa nuova formulazione del tenofovir da utilizzare insieme a farmaci che sono diventati o stanno diventando generici, dalla lamivudina all’efavirenz.

È per questo che tre associazioni, Treatment Action Group, Project Inform e HIV i-Base hanno scritto una lettera a Gilead, chiedendole di sviluppare una formulazione di TAF che possa funzionare in modo autonomo, che in nessun modo preclude il suo utilizzo in co-formulazioni preferito da Gilead.

Io penso che sia importante che anche HIV i-Base sia coinvolta, perché è una associazione europea, che ha base nel Regno Unito, ed ha ben chiaro che le difficoltà economiche che i sistemi sanitari europei stanno attraversando stanno imponendo scelte basate sui costi, più che sull'efficacia degli antiretrovirali.

La lettera si può leggere e firmare nel sito di TAG
(cliccare qui sotto):



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MessaggioInviato: martedì 9 luglio 2013, 7:55 
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La lettera di TAG, HIV i-Base e Project Inform (firmata da 300 persone) a Gilead per chiedere che il TAF venga proposto anche come farmaco autonomo ha trovato una forte sponda in Nature. Speriamo che il prestigio della rivista pesi sulla decisione di Gilead, anche se le dichiarazioni della portavoce della società - Cara Miller - non mi sembra facciano presagire un cambiamento di rotta.


Gilead under pressure to produce stand-alone version of new HIV drug

03 Jul 2013 | 13:10 EDT | Posted by Liz Devitt

In 2001, the US Food and Drug Administration approved a new HIV medication called tenofovir disoproxil fumarate (TDF). Patient advocates hailed the decision, noting that it represented the first novel antiviral agent to get the green light after the FDA turned down a similar drug two years earlier. But a lot changes in a decade. For one thing, the maker of TDF, Gilead Sciences of Foster City, California, has a newer, better formulation of tenofovir, called tenofovir alafenamide (TAF). Meanwhile, patient advocates at the International AIDS Society Conference in Kuala Lumpur this week are crying foul that the company isn’t working on a stand-alone version of TAF and plans to sell it only in expensive combination pills.

Currently, TDF is available from Gilead as a solo formulation (sold as Viread). It’s also available as part of Stribild, a fixed-drug combination ‘quad’ pill that also includes the drugs elvitegravir, cobicistat and emtricitabine—the four drugs designated for first-line treatment by the World Health Organization. TAF is currently in development as part of three different combination pills: as a dual-drug tablet with emtricitabine; and in two different combination pills, one of which uses TAF as a substitute for TDF in the currently available ‘quad’ pill, and then in another new single-pill treatment which contains darunavir, cobicistat, and emtricitabine.

Without a stand-alone version of TAF, health programs in poorer parts of the world cannot combine it with cheaper alternatives, such as lamivudine, which works like emtricitabine but, at $37 for a year of treatment, costs about half as much.

A letter, which carried almost 300 signatures from advocates around the world—including those from groups such as the New York-based Treatment Action Group, HIV i-Base in the UK and San Francisco’s Project Inform—was sent on 13 June to Gilead Sciences pleading the case for TAF development as a stand-alone drug.

“In the US, keeping TAF bundled with other brand-name agents would likely curtail our ability to benefit from TAF’s potential improved safety in combination with generic agents to reduce annual treatment costs,” says Tim Horn, HIV project director for the Treatment Action Group.

A stand-alone version of TAF would also make it possible for generic versions of the drug to perhaps become available—a huge boon in particular for populations in resource-limited countries—if Gilead eventually decides to license TAF with the Medicines Patent Pool, as it did with TDF in 2011.

An upgrade

A lot is at stake. Both TDF and TAF are what are known as nucleotide reverse transcriptase inhibitors (NRTIs), which slow the replication of HIV inside immune cells. But preliminary research suggests that the latter is a substantial upgrade. Studies show that 25 milligrams of TAF outperformed 300 milligrams of TDF—achieving seven times the tissue concentration of TDF— when tested in the four-drug ‘quad’ combo. TAF also had fewer side effects on kidney function and bone density. Even more promising, recent research shows TAF may work against HIV strains resistant to TDF and other NRTIs.

When reached for comment, Cara Miller, a spokesperson for Gilead, told Nature Medicine that the development of new single-tablet HIV regimens, including those containing TAF, is a priority for the company. However, solo-drug formulations of TAF only appear in the company’s drug development pipeline for phase 1 studies on chronic hepatitis B virus infections. Miller didn’t have any further information about TAF development at this time.

“We want there to be a fixed-dose combination because it helps people with compliance,” says Kate Krauss, executive director of the AIDS Policy Project in Philadelphia. “But, if the only thing available is a patented fixed-drug combination, the high price will put it out of reach for millions of people.”

“Other lifesaving AIDS drug combinations that could be created using a brand name Gilead drug and cheaper generics will not be possible,” Krauss adds. “When patients run out of drug combinations that work, they run out of time.”


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MessaggioInviato: giovedì 12 settembre 2013, 11:26 
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Secondo quanto raccontato da Mark Mascolini presente a ICAAC 2013, il TAF sta andando davvero bene e c'è speranza che riesca a non causare i problemi alle ossa per i quali il Tenofovir va tristemente famoso.

TAF, a Tenofovir Prodrug, Not Preferentially Loaded or Toxic in Osteoblasts

53rd ICAAC, September 10-13, 2013, Denver

STUDY OBJECTIVES:
- Establish clinically relevant TAF concentration(s) in PBMCs in vitro that result in TFV-DP levels comparable to those observed in vivo
- Compare TFV-DP levels in primary human osteoblasts to TFV-DP levels in PBMCs with equivalent TAF exposures
- Evaluate the effect of clinically relevant TAF concentrations on TFV-DP formation on primary human osteoblast growth

"TAF had no cytotoxic effect on primary osteoblasts at clinically relevant concentrations"

"Primary osteoblasts were not preferentially loaded by TAF relative to PBMCs"

"These in vitro observations are consistent with minimal BMD changes associated with TAF combination ART as observed in Phase 2 studies of TAF, elvitegravir, emtricitabine, and cobicistat 4,7"



Mark Mascolini

Tenofovir alafenamide (TAF), an investigational prodrug of tenofovir, did not accumulate in primary osteoblasts (bone-forming cells) more than in peripheral blood mononuclear cells (PBMCs) and had no cytotoxic effects in osteoblasts at concentrations that would be used in humans [1]. The findings are in line with minimal bone mineral density (BMD) changes seen in phase 2 trials of TAF with elvitegravir, cobicistat, and emtricitabine [2,3].

Certain antiretrovirals, particularly tenofovir disoproxil fumarate (TDF) and protease inhibitors (PIs), are linked to decreasing BMD. TAF, an oral prodrug of tenofovir, delivers more tenofovir diphosphate (TFV-DP, the active form of the drug) to PBMCs than does TDF and has greater antiviral activity than TDF in clinical studies. Because TAF also yields about 90% lower tenofovir levels in plasma than TDF, there is hope that this new agent will be less toxic in humans.

Gilead Sciences investigators conducted the studies described here with several objectives in mind: (1) to establish clinically relevant TAF concentrations in PBMCs in vitro that result in TFV-DP levels comparable to those observed in vivo, (2) to compare TFV-DP levels in primary human osteoblasts to TFV-DP levels in PBMCs with equivalent TAF exposures, and (3) to evaluate the effect of clinically relevant TAF concentrations on TFV-DP formation on primary human osteoblast growth.

More than 95% of TAF gets eliminated from plasma 2 hours after dosing. To mimic that process, the researchers pulsed TAF into PBMCs and primary human osteoblasts for 2 hours, followed by a washout. They measured TFV-DP in cells collected at multiple points after dosing. The investigators conducted PBMC loading experiments with multiple TAF concentrations to find the concentration that results in intracellular TFV-DP levels similar to those seen in vivo (677 nM). They then evaluated similar TAF concentrations in primary osteoblasts. Next the Gilead team developed a primary osteoblast cell growth assay and evaluated TFV-DP levels after single and multiple TAF pulses. They assessed cell viability after treating primary osteoblasts with TAF for 3 days.

A 2-hour TAF pulse in PBMCs at concentrations from 124 to 370 nM yielded TFV-DP levels comparable to those seen in vivo with 25 mg of TAF, which results in a TAF maximum concentration (Cmax) of 484 nM. In primary osteoblasts, a single 2-hour pulse of the same TAF concentrations yielded TFV-DP levels comparable to those reached in PBMCs. Three days of daily 2-hour TAF pulses at 200 nM yielded similar TFV-DP levels.

The Gilead team saw no change in cell viability of primary osteoblasts exposed to clinically relevant TAF concentrations. The 50% cytotoxic concentration (CC50), a standard measure of cytotoxicity, was greater than 500 uM with the pulse method, which is more than 1033 times higher than TAF plasma Cmax (484 nM). For comparison, average CC50s for nelfinavir and lopinavir are 23.5 and 33.5 uM, or 3.4 and 1.8 times higher than their average plasma Cmax values (or about 34 and 18 times higher after adjustment for protein binding).

The investigators concluded that "primary osteoblasts were not preferentially loaded by TAF relative to PBMCs." As a result, intracellular levels of TFV-DP (the active form of tenofovir) are comparable in PBMCs (about 0.677 uM) and osteoblasts (0.395 uM). Furthermore, TAF concentrations similar to those given to humans were not toxic to osteoblasts. These findings could explain the minimal changes in bone mineral density seen in clinical trials of TAF so far [2,3].

References
1. Liu Y, Kitrinos K, Babusis D, et al. Lack of tenofovir alafenamide (TAF) effect on primary osteoblasts in vitro at clinically relevant drug concentrations. 53rd ICAAC. September 10-13, 2013. Denver. Abstract H-664.
2. Zolopa A, Ortiz R, Sax P, et al. Comparative study of tenofovir alafenamide vs tenofovir disoproxil fumarate, each with elvitegravir, cobicistat, and emtricitabine, for HIV treatment. 20th Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections. March 3-6, 2013. Atlanta. Abstract 99LB. http://www.natap.org/2013/CROI/croi_23.htm
3. Sax P, Brar I, Elion R, et al. 48 week study of tenofovir alafenamide (TAF) vs. tenofovir disoproxil fumarate (TDF), each in a single tablet regimen with elvitegravir, cobicistat, and emtricitabine for initial HIV treatment. 53rd ICAAC. September 10-13, 2013. Denver. Abstract H-1464d.




Nota di Dora: questo post non è ancora stato pubblicato nel sito di Natap, ma lo sarà quanto prima. Controllare alla pagina che J.L. dedicherà a ICAAC 2013.

Ecco il link: http://www.natap.org/2013/ICAAC/ICAAC_15.htm.


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MessaggioInviato: venerdì 22 novembre 2013, 7:41 
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Il TAF sta funzionando bene anche contro l'HBV: buona attività antivirale a minor dosaggio rispetto al TDF (tenofovir disoproxil fumarato - Viread) e quindi minor tossicità renale e minori effetti deleteri sulla densità ossea.



Tutti i dettagli raccontati da Liz Highleyman su HIV&Hepatitis: AASLD 2013: Tenofovir Alafenamide Shows Similar Anti-HBV Activity with Less Kidney Toxicity


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MessaggioInviato: lunedì 2 dicembre 2013, 12:41 
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Scusate, non riesco più a ricostruire in che fase è il TAF: fase I o II?


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MessaggioInviato: lunedì 2 dicembre 2013, 15:28 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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admeto ha scritto:
Scusate, non riesco più a ricostruire in che fase è il TAF: fase I o II?

Ormai III, addirittura di confronto con il vecchio tenofovir:
- http://clinicaltrial.gov/ct2/show/NCT01 ... ate&rank=1
- http://clinicaltrial.gov/ct2/show/NCT01 ... ate&rank=2


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MessaggioInviato: lunedì 2 dicembre 2013, 16:11 
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Iscritto il: domenica 8 settembre 2013, 12:02
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Grazie, ottima notizia :-)


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MessaggioInviato: mercoledì 18 dicembre 2013, 2:34 
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essendo in fase 3 c'è comunque il rischio che il taf fallisca o è un rischio molto ridotto?Mi pare di aver letto che qualcuno diceva che nella fase 3 spesso cadono i farmaci.Io sono resistente al tenofovir però dora mi dicesti che probabilmente chi è resistente al tenofovir potrà comunque assumere taf,spero che questi studi sulla possibilità del taf di superare le resistenze al tenofovir siano stati fatti anche su uomini oltre che in vitro.Anche perchè se il taf utilizza lo stesso principio del TDF come farebbe a superare le resistenze al tdf?Ovviamente non sono un medico,mi domandavo io ora cosi... Ultima cosa: indicativamente se tutto andasse bene quanti anni ci vorrebbero per la commercializzazione? grazie :)


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MessaggioInviato: mercoledì 18 dicembre 2013, 8:07 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6371
alfaa ha scritto:
essendo in fase 3 c'è comunque il rischio che il taf fallisca o è un rischio molto ridotto?

Credo sia ridotto, perché sta andando davvero bene. Inoltre non è un farmaco completamente nuovo, ma un miglioramento di uno esistente che si conosce molto bene, quindi il rischio di brutte sorprese diminuisce.

Cita:
Io sono resistente al tenofovir però dora mi dicesti che probabilmente chi è resistente al tenofovir potrà comunque assumere taf,spero che questi studi sulla possibilità del taf di superare le resistenze al tenofovir siano stati fatti anche su uomini oltre che in vitro.Anche perchè se il taf utilizza lo stesso principio del TDF come farebbe a superare le resistenze al tdf?

Anzitutto, da quel che hai scritto tu NON sei resistente al tenofovir, ma hai solo una possibilità di esserlo. Altrimenti, dubito proprio che la tua dottoressa ti avrebbe dato il Truvada.
Detto questo, tutti gli studi più recenti fatti sulle resistenze indicano che il TAF è molto meglio del TDF e riesce ad essere efficace contro le mutazioni più comuni che rendono resistenti al TDF e agli altri NRTI.

Cita:
indicativamente se tutto andasse bene quanti anni ci vorrebbero per la commercializzazione?

Non molto credo, dal momento che Gilead ha già chiesto l'autorizzazione alla FDA. Il problema, però, è che almeno inizialmente non ci sarà un TAF da solo, ma verrà commercializzato in co-formulazione con elvitegravir, cobicistat, emtricitabina, formando una nuova versione dello STRIBILD.


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