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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 27 luglio 2017, 11:24 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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C'è chi si spalma le supposte di yoghurt magico sulla faccia per avere una pelle più liscia e luminosa ...
C'è chi preferisce usare le capsule - non so se da spalmare in faccia o da inserire dietro ...
C'è chi si fa clisteri (di ritenzione - cioè roba che resta per un po') con il succo di frutta nell'attesa che arrivino le supposte senza derivati del latte ...
C'è anche chi fa giochi di parole con *Bravo* e *brave*, ma il coraggio ancora non se l'è dato ...

Lasciatemi dire che il mondo dei devoti del GcMAF mi pare proprio un po' strano.

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MessaggioInviato: giovedì 27 luglio 2017, 11:41 
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MessaggioInviato: venerdì 28 luglio 2017, 11:36 
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Ho un suggerimento per Ruggiero e i vari spacciatori di yoghurt e succhi di frutta magici: riposizionare i loro prodotti come V Luminizer - o evidenziatori vaginali.
Sono sicura che non sarà difficile dimostrare che le supposte di yoghurt, magari opportunamente mescolate con il Rerum, hanno una fantastica capacità di *evidenziare, ammorbidire e illuminare* il colore della vagina (h/t Dr Jen Gunther). :lol:

(Io vi ho regalato l'idea e aperto un nuovo, enorme, mercato. Ricordatevene quando guadagnerete fantastiliardi, eh? Anzi, ne approfitto per ricordarvi che l'idea di usare i vostri prodotti anche come cosmetici ve l'ho suggerita io anni fa e sto ancora aspettando un grazie.)

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MessaggioInviato: venerdì 28 luglio 2017, 11:43 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2007, 0:07
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e perché non promuoverli come sbiancatori anali? i benefici bifidi che si mangiano i pigmenti eccetera eccetera... :lol: :lol: :lol:


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MessaggioInviato: venerdì 28 luglio 2017, 20:05 
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shades of V :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

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CIAO GIOIE


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MessaggioInviato: venerdì 4 agosto 2017, 12:59 
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Come colonizzare un predatory journal e poi invitare i propri compagni di merende a banchettare in allegria


Dopo un inizio abbastanza in sordina e dei primi anni con sporadiche dritte su dove pubblicare ad amici, allievi e datori di lavoro (che forse già da sole basterebbero ad incriminarlo per le sperimentazioni illegali di GcMAF), oggi assistiamo alla predatoria conquista di posizioni da parte di Marco Ruggiero presso l'American Journal of Immunology, la rivista predona-predata in cui ha pubblicato, a ritmi accelerati, le sue ultime gemme:


Ruggiero deve essere uomo che ama la compagnia degli amici e non vuole tenere solo per sé una risorsa preziosa quale una rivista che abbia le sembianze di rivista scientifica e su cui per pubblicare bastino poche migliaia di euro, senza che sia necessario far la fatica di condurre una ricerca onesta. Ecco dunque l'invito ad unirsi al banchetto ai suoi sodali, i vecchi e un po' ammosciati negazionisti dell'HIV/AIDS, con cui continua a condividere passioni e vergogne attraverso l'affiliazione a Rethinking AIDS.

Abbiamo così le pregevolissime riflessioni del presidente di Rethinking AIDS, David Crowe, sugli errori metodologici che sarebbero stati commessi in una delle più belle sperimentazioni cliniche fatte negli ultimi tempi, quella su un fantastico vaccino contro Ebola: "Ebola Ça Suffit!" is not enough to Prove Efficacy of an Ebola Vaccine.
Ebola Ça Suffit! diceva il Lancet a Natale rendendo l'articolo disponibile a tutti. E la notizia era così bella, la sperimentazione così seria, innovativa e ben fatta, che servì d'ispirazione a Uffa per fare gli auguri per l'anno nuovo all'HIVforum.
Non era solo il primo vaccino a funzionare contro un mostro responsabile di infiniti lutti e sofferenze. Era la dimostrazione del funzionamento di una strategia nuova per valutare l'efficacia di un vaccino: una "strategia ad anello: ogni volta che si aveva notizia di un nuovo caso di infezione, i ricercatori prendevano un'ottantina delle persone più vicine a quella che si era infettata e le dividevano in due gruppi, a metà somministravano il vaccino e a metà no. Così hanno potuto valutare l'efficacia del vaccino basandosi su quanto bene riusciva a bloccare la trasmissione dal primo caso all'anello di parenti e vicini che gli stavano attorno - la cerchia più prossima, appunto. I risultati iniziali di questa fase III sono stati così buoni, che ad un certo punto hanno chiuso il braccio di controllo e iniziato a dare il vaccino a tutti."

Crowe, in realtà, non ha niente da dire, né ha la preparazione e il talento per dire qualcosa di sensato. Ma gli serve ricordare ai suoi seguaci che è vivo, che continua a lottare insieme a loro contro le orride cospirazioni di Big Pharma, quindi pubblica quel niente sulla rivista predona predata da Ruggiero.

E poi abbiamo un altro sconosciuto negazionista argentino, tale Mario Enrique Molina, che prima aveva pubblicato le sue profonde contestazioni alla scienza dell'infezione da HIV come Iniciativas para mejorar la calidad de vida de personas con VIH positivo y SIDA Revisión del Diagnóstico, el Pronóstico y la Terapéutica a la luz de la Ciencia y de la Ética in una sorta di newsletter della sua non troppo prestigiosa università.
Qualche mese dopo, ha segnalato nel sito del negazionista Henry Bauer che esisteva un capolavoro in cerca delle luci della ribalta.
Infine, grazie all'interessamento di Ruggiero, la ribalta l'ha trovata in inglese sotto il titolo apparentemente innocuo di Initiatives to Improve the Quality of Life of HIV Positive Diagnosed Subjects: A Review of Diagnosis, Prognosis and Therapeutics under the Light of Science and Ethics.
Passato il titolo, le bestialità saltano all'occhio fin dall'abstract, in cui Molina sostiene che contro l'AIDS non esitono appropriati interventi terapeutici, che l'infezione non si trasmette per via eterosessuale, che i test danno tanti falsi positivi e quindi se si risulta positivi bisogna continuare a testarsi almeno una volta all'anno per minimizzare eventuali errori diagnostici sospendendo eventuali trattamenti in caso di discrepanza nei risultati dei test, che i farmaci usati per trattare HIV danneggiano i mitocondri e l'intero sistema immunitario. Questo è solo l'abstract. Immaginate la quantità di cazzate rigurgitate da un quarto di secolo di propaganda negazionista che Molina e colleghi riescono a scrivere nel corpo dell'articolo e a citare in una bibliografia che sembra una galleria degli orrori.

Perché pubblicare questa robaccia, più sgangherata perfino dell'articolo di Patricia Goodson pubblicato su Frontiers in Public Health circa tre anni fa? Certo non per entrare in discussione con la comunità scientifica e tentare di ribaltare il paradigma dominante sfruttandone le presunte anomalie. Sono ignoranti e molto spesso stupidi i teorici negazionisti, ma non sono così stupidi da pensare di poter andare contro evidenze consolidate da trent'anni di ricerca.
L'obiettivo è piuttosto di rivolgersi ai fruitori delle teorie negazioniste, agli uomini della strada che, a sentire di un articolo pubblicato sull'American Journal of Immunology, non lo ritengono poi tanto diverso che se fosse uscito su Lancet, Nature o Science e dicono "ah però! se è pubblicato lì, allora è roba scientifica".

L'aver dovuto entrare ieri nel sito dell'American Journal of Immunology per vedere le porcherie di Molina finalmente pubblicate nella lingua della scienza, mi ha spinto a dare una controllata all'Editorial Board e sì, credo che nessuno si stupirà di sapere che il nome di quel cuordileone dell'Università di Firenze che raccontava di avere attaccato sempre [Marco Ruggiero] in diverse sedi accademiche e non, per le sue strampalate teorie, che minacciava di querela Sylvie Coyaud per aver accostato il suo nome a quello del reprobo Ruggiero e che aveva poi detto di essersi fatto depennare dal board della rivista ... quel nome è ancora lì, accanto a quello del ciarlatano da lui così segretamente strenuamente combattuto.

A dimostrazione di quanto sia difficile ripulirsi la reputazione una volta che la si è volontariamente voluttuosamente insozzata.

Cari ricercatori desiderosi di riempirvi il CV e convinti di essere dei draghi solo perché arrivate nell'editorial board di qualche rivista pubblicata a Hyderabad, Bangalore o Losanna, fate attenzione a dove mettete il vostro nome, ché là fuori c'è un mondo di predatori che vi vedono per le vacue e vanesie lucertoline che siete.

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MessaggioInviato: venerdì 4 agosto 2017, 13:09 
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per fortuna che c'è il professor Amedei a combattere diuturnamente per il prestigio dell'editoria scientifica mondiale, per fortuna c'è lui a fare la guardia e a opporsi offrendo il petto ai mortali lattobacilli ruggeriani, per fortuna, sennò chissà che avrebbero pubblicato! :twisted: :twisted: :twisted:


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MessaggioInviato: sabato 5 agosto 2017, 8:36 
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roba da matti

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CIAO GIOIE


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MessaggioInviato: sabato 5 agosto 2017, 8:52 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Dora ha scritto:
Perché pubblicare questa robaccia, più sgangherata perfino dell'articolo di Patricia Goodson pubblicato su Frontiers in Public Health circa tre anni fa? Certo non per entrare in discussione con la comunità scientifica e tentare di ribaltare il paradigma dominante sfruttandone le presunte anomalie. Sono ignoranti e molto spesso stupidi i teorici negazionisti, ma non sono così stupidi da pensare di poter andare contro evidenze consolidate da trent'anni di ricerca.
L'obiettivo è piuttosto di rivolgersi ai fruitori delle teorie negazioniste, agli uomini della strada che, a sentire di un articolo pubblicato sull'American Journal of Immunology, non lo ritengono poi tanto diverso che se fosse uscito su Lancet, Nature o Science e dicono "ah però! se è pubblicato lì, allora è roba scientifica".

QED:

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MessaggioInviato: sabato 5 agosto 2017, 9:26 
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La magra consolazione è che si tratta, da un punto di vista scientifico, di un giornalaccio con ripercussione zero sul pensiero scientifico. La cosa preoccupante è, come dici tu, che fornisce materiale su cui appoggiarsi ai folli negazionisti per la loro propaganda, come se fosse stato pubblicato su Nature. Speriamo ritrattino l'articolo, o muoia nella sua inutilità e nel suo anonimato.

Ho letto solo le conclusioni dell'articolo di Molina (non amo perdere tempo su certa robaccia) e la bibliografia ed hai ragione, è devastante. Se poi si va a guardare le citazioni della maggior parte della bibliografia, ti ritrovi nel mondo della massoneria negazionista, in cui si citano tutti tra loro come una fitta rete internazionale interconnessa. Ho visto anche che c'è un journal italiano che deve essermi sfuggito nei tuoi post, Italian Journal of Anatomy and Embryology, edito dalla Società Italiana di Anatomia e Istologia, guarda caso presso l'università di Firenze. Tutto torna insomma

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CIAO GIOIE


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