Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

La condizione di sieropositività, la malattia da HIV e relativi problemi, di salute e no.
skydrake
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da skydrake » domenica 9 ottobre 2011, 19:53

sandra.p ha scritto:Che dire? Spero solo che quelle teste di rapa del laboratorio siano capaci di leggere i vetrini......interferenze a parte com'è successo quando hanno provato a fare il test di resistenza a mio marito.....
Al primario ho dovuto inviare io le linee guida del'iss..... non ho il coraggio di chiedere se gli fanno il test di avidità......
Purtroppo da quel che racconti sulla infettologa di tuo marito non c'è da stare tanto tranquilli. Ma persino il primario? Tuttavia, prima di disperare, considera il fatto che tuo marito gode ancora di un'ottima salute ed non è affatto detto che abbia resistenze verso le principali haart (se non gli hanno ancora fatto il test di resistenza, considera che ha ancora i CD4 alti) o un ceppo raro come CD4lover (a proposito, qual'è?). Riguardo i test di avidità, tutto sommato non cambia moltissimo se non glielo fanno. Serve sopratutto per coloro non sposati per capire quanto è vecchia l'infezione e fino a quanto indietro nel tempo devono andare per avvertire eventuali partners. Ma tu sai già che non lo hai preso e quindi sei a posto. Io ancora ho una curiosità su perchè tu non lo hai preso (lo sai che cè una possibile correlazione con la tua malattia autoimmune). Ma per loro il paziente è tuo marito non tu e figuriamoci se ti vanno a vedere gli alleli o il CCR5....



Tarek
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da Tarek » lunedì 10 ottobre 2011, 0:39

Non andare in ambulatorio a fare l'esame al mio dottore chiedendogli di tutte le news che leggo la sera prima in rete è per me una questione di educazione. EDUCAZIONE, SAI COSA VUOL DIRE?
penso di sapere il significato di EDUCAZIONE : allora chi fa domande trabocchetto perché si è assorbito tutte le news di questo forum è un MALEDUCATO? (bisognerebbe educare gli utenti a non prevaricare il gerarca Medico)



friendless

Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da friendless » lunedì 10 ottobre 2011, 6:45

Ascolta Flavio (o Flaviano come ti chiamano dall'altra parte) a me non piace essere esaminato da nessuno. Lo concepisco solo in un contesto istituzionale (la scuola, la patente...). Al di fuori di quelle situazioni, non mi piace che qualcuno mi faccia delle domande con lo scopo di valutare la mia preparazione. Figuriamoci se poi il mio esaminatore ricorre a domande trabocchetto. Ma scherziamo? E, in base alla regola per cui cerco di trattare gli altri come vorrei essere trattato io, non faccio esami mai a nessuno. Ciò vale per me. Voi fate come credete.



Tarek
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da Tarek » lunedì 10 ottobre 2011, 10:49

Veramente mi hanno chiamato: FLAVIANA tanto per marcare la mia condizione di gay e perciò: sta' zitto che appartieni a una categoria sociale inferiore.

Concordo in parte sul tuo ragionamento poiché, se mi affido a un Medico, devo avere la sicurezza che sappia quello che fa ovvamente basato sugli ultimi studi e ricerche; se non è afferrato su farmaci che si sperimentavano, come scritto da sky, quale dobbio potrebbe sorgermi a seguire una terapia che magari gli é stata solo comunicata dall"alto, come è venuto fuori da questo 3D? (tu stesso dici che fai domande: cosa chiedi?)



friendless

Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da friendless » lunedì 10 ottobre 2011, 12:00

Io parlo esclusivamente delle cose che mi riguardano. Quando commenta gli esami, intervengo se ho qualcosa da dire. Ad esempio, l'ho messo al corrente della proposta che mi ha fatto modena di iniziare le statine, del fatto che ne avevo parlato col medico di famiglia e avevo optato per l'integratore armolipid. Ho chiesto (gli ho ricordato) di farmi un controllo della carica virale dell'hcv. Gli comunico quello che mi dicono alla metabolica, quando vado giù da loro per la visita, e quello che mi dice la nefrologa. L'ultima volta gli ho chiesto di cambiare il sustiva e gli ho proposto come sostituto il viramune. Mi ha risposto che ne riparleremo a gennaio. Cose così, che mi riguardano. Non parlo mai di studi, di vaccini, di farmaci in uscita, di forum, di cose che leggo in giro. Mai mi sognerei di indagare se legge, se studia, si aggiorna. Tengo le distanze. Sto al mio posto.



Tarek
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da Tarek » lunedì 10 ottobre 2011, 13:27

No, vaccini non ne parlo neanche io basta leggere leon per convincersi che si fa una figura da cacca :D ma per farmi cambiare la vecchia terapia "subito" (sustiva+ biovir che è lamivudina+zidovudina) Le ho fatto notare che gli studi (era il Croi di S.F) sul reltagrivir davano dei risultati sorprendenti perciò sono stato io ha riportare una "new" senza farmi troppe menate di gerarchia, anche perché io ho più di 50 anni mentre lei non arriva a 30; ma a parte Lei tutto il personale ambulatoriale ha un'età giovane; a volte mi chiedo se terminati gli studi universitari non li mettono tirocinanti negli infettivi ;) Anche di questo forum ho parlato poiché è letto e seguito da tanti dottori e ogni tanto scrivono. Divulgare o solamente dire che si partecipa a un forum, dove vengono analizzate le ricerche è utile a tutti e non credo sia visto come "supremazia" da parte scientifica, bensì come dedicazione e interesse alla propria patologia. Ciao



friendless

Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da friendless » lunedì 10 ottobre 2011, 13:55

flavio ha scritto: Le ho fatto notare che gli studi (era il Croi di S.F) sul reltagrivir davano dei risultati sorprendenti
Flavio, capiamoci. Andare dall'infettivologo a dire "ho letto in rete che il farmaco ha tale caratteristiche" oppure che "per il colosterolo, in certi casi, al posto delle statine si potrebbe usare armolipid" significa COLLABORARE COL proprio medico (il mio, ad esempio, non conosceva armolipid). Andarci e fargli delle domande col solo intento di misurare il suo livello di aggiornamento, è tutt'altra cosa. E io sono del parere che non sia compito del paziente fare il controllore e l'esaminatore della professionalità dei dottori. Ognuno al posto suo... Aggiungo anche che sparare un fuoco di fila di domande a un dottore non è magari proprio il modo migliore per capire se è preparato o no. Tutti noi che usiamo internet sappiamo quante volte prima di dare una risposta torniamo a consultare ciò che abbiamo letto, perché le cose che leggiamo sono infinitamente maggiori di quelle che la nostra memoria può contenere e spesso affrontiamo un argomento in modo piuttosto superficiale e veloce. Pretendere che un dottore ti risponda così su due piedi con prontezza a domande complesse come quelle sui vaccini o i farmaci senza buttare l'occhio sul pc è pensare di avere a che fare sempre (forse) con gente come la mussini. Ma i dottori, magari giovani, non sono così esperti e preparati e non so quanto possano apprezzare un paziente che gli propina un fuoco di fila di domande. Per concludere: tempo fa avevo letto una risposta (ora non mi ricordo più di chi, sul giornale) di un tizio che diceva "se mi mettete di fronte due medici, uno dei quali ha letto cechov, io senza dubbio scelgo questo". Solo per dire che oltre la competenza professionale, ci sono le qualità umane. E io ne conosco di dottori che non brillavano per il loro sapere scientifico ma mi piacevano come persone. E in loro ho sempre riposto tutta la mia fiducia. In un ambiente ospedaliero, dove, è ovvio, un medico si consulta con i colleghi se non è sicuro di qualcosa, e dove deve rendere conto delle sue scelte a un primario, ancora di più, secondo me, l'aspetto umano prevale su quello scientifico (ricordiamo anche che gli infettivologhi lavorano con le linee guida in mano e di poco si spostano da lì). Trovatemi un medico che ha letto cechov e io non lo cambierò mai.



Tarek
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da Tarek » lunedì 10 ottobre 2011, 16:11

Oddio, adesso siamo passati a Cechov, io ne conosco uno che legge Shakespeare, potrebbe esserti utile? Comunque, ritornando alle domande a raffica ti ricordo che sky ha solo fatto una domanda trabocchetto, non ha mitragliato il Gerarca. Lo dobbiamo ghigliottinare? È giovane e gay; serve a poco alla società; lo eliminiamo? Sarei quasi della tua opinione solo che sono contro la violenza. Non ribatto a tutta la tua prosopopea perché mi viene da ridere :D ciao



skydrake
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da skydrake » lunedì 10 ottobre 2011, 17:43

flavio ha scritto:O È giovane e gay; serve a poco alla società; lo eliminiamo?
Vedo che qui vi sono molti del partito di "Forza Gnocca". Ok, a parte:
1) Che allora si sarebbero dovuti far fuori anche Raffaello, Botticelli, Leonardo Da Vinci, Donatello, Michelangelo, Caravaggio, Bernini, Cellini, Canova, Tchaikovsky, Ravel ecc. Vi sarebbe rimasto 1 artista su 10 (si, etero ma con strane perversioni sessuali, come Picasso, Salvador Dalì ecc.) e uno stilista su 100.
Ecco una rapida lista degli artisti della "parrocchia":
http://www.glbtq.com/alpha/arts_a-b.html
2) Che penso di rendere per la società, ma sicuramente ho reso meno di quanto sono costato finora per l'università.
3) Fate fuori anche il mio infettologo. Cammina in modo molto "leggiadro" e gli viene sempre un sorriso a 32 denti ogni volta che mi vede.
4) Volevo assoldare Carletto perchè possa spargere il suo seme e procreare per me o, al limite, al tipo al 42° secondo di questo video:




Tarek
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da Tarek » lunedì 10 ottobre 2011, 19:45

Caro sky hai la memoria corta poiché per ben due volte ho tentato di incontrarti tra Padova e Venezia ma sempre sei scivolato come una biscia quindi il sottoscritto, e lo sanno tutti, è Gay.

Tra gli Eccelsi, e che più ci interessa poiché seguiamo questo Forum, hai dimenticato il grande Leon



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