CURA HIV
CURA HIV
11 maggio 2026
entro nella sezione Scoperte e progressi in campo hiv e leggo che come novità ci sarebbe un altra pillola...........
MA VOI NON SIETE STANCHI DI ESSERE PRESI PER I FONDELLI????
E' DAL 1980 CHE DICONO DI STUDIARE UNA CURA E DI SOLDI ALLA RICERCA CREDO CHE NE ABBIANO PRESI E NE PRENDANO SEMPRE IN CONTINUAZIONE...
Si parlava di una cura definitiva nel 2020.
Ora cosa si deve aspettare ancora???
O fanno apposta per vendere pillole o non mi so dare una risposta. Sviluppano vaccini in pochi mesi e a noi sembra proprio che non ci caghino di striscio.
Buongiorno a tutti
Cosa ne pensate voi?
entro nella sezione Scoperte e progressi in campo hiv e leggo che come novità ci sarebbe un altra pillola...........
MA VOI NON SIETE STANCHI DI ESSERE PRESI PER I FONDELLI????
E' DAL 1980 CHE DICONO DI STUDIARE UNA CURA E DI SOLDI ALLA RICERCA CREDO CHE NE ABBIANO PRESI E NE PRENDANO SEMPRE IN CONTINUAZIONE...
Si parlava di una cura definitiva nel 2020.
Ora cosa si deve aspettare ancora???
O fanno apposta per vendere pillole o non mi so dare una risposta. Sviluppano vaccini in pochi mesi e a noi sembra proprio che non ci caghino di striscio.
Buongiorno a tutti
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Re: CURA HIV
Ma tu pensi che hiv sia un virus come tutti gli altri?
sono un uomo tutto casa e chiesa..........quello che mi frega è il percorso
Re: CURA HIV
Allora io prendo circa 5 pillole al giorno (ho 57 anni) tra colesterolo, pressione, hiv, ecc. ecc e si, sono stanco, ma mi tengono in vita...........l'alternativa qual'è?
sono un uomo tutto casa e chiesa..........quello che mi frega è il percorso
Re: CURA HIV
non ti fa specie che è dal 1980 che studiano sta roba e ancora non vi è un barlume di guarire?
accetti passivamente che nel 2026 non ci sia ancora una cura dopo tutti i soldi spesi nella ricerca? e hai già accettato la morte di qualcosa di collegato? io NO!
accetti passivamente che nel 2026 non ci sia ancora una cura dopo tutti i soldi spesi nella ricerca? e hai già accettato la morte di qualcosa di collegato? io NO!
Re: CURA HIV
Secondo me confondi le promesse sesazionalistiche dei media, con quelle mooolto più caute dei ricercatori.Lupone ha scritto: ↑lunedì 11 maggio 2026, 11:5711 maggio 2026
entro nella sezione Scoperte e progressi in campo hiv e leggo che come novità ci sarebbe un altra pillola...........
MA VOI NON SIETE STANCHI DI ESSERE PRESI PER I FONDELLI????
E' DAL 1980 CHE DICONO DI STUDIARE UNA CURA E DI SOLDI ALLA RICERCA CREDO CHE NE ABBIANO PRESI E NE PRENDANO SEMPRE IN CONTINUAZIONE...
Si parlava di una cura definitiva nel 2020.
Ora cosa si deve aspettare ancora???
O fanno apposta per vendere pillole o non mi so dare una risposta. Sviluppano vaccini in pochi mesi e a noi sembra proprio che non ci caghino di striscio.
Buongiorno a tutti
Cosa ne pensate voi?
Questo non è un virus come un altro e ringraziamo i ricercatori perché siamo passati dalla paura del contagio con una stretta di mano (lo scrivo perché c'ero) al poter scopare senza preservativo.
Nel 1985 (il periodo della paura) i media trionfavano con titoloni che promettevano un vaccino entro cinque anni e ogni cinque anni ripetevano la stessa cosa.
Lo sai che chi ha iniziato le prime terapie era costretto a prendere i farmaci ogni sei ore? Immaginati come poteva essere la qualità della vita.
Oggi una pillola al giorno o una iniezione ogni 8 settimane.
Re: CURA HIV
Più che altro chi si infettava negli anni 80 era un morto che camminava, oggi possiamo invecchiare quasi come il resto della popolazione generale, e ti pare poco?
sono un uomo tutto casa e chiesa..........quello che mi frega è il percorso
Re: CURA HIV
siamo nel 2026 , cosa siete mummie?? ancora a parlare del 1980. Hanno trovato la cura per l epatite c e voi rimanete passivi nei confronti di 46 anni gettati al vento??? si vede che ormai siete addomesticati cerebralmente.
Re: CURA HIV
Facciamola breve: io ti spiego le cose, ma tu smettila di scrivere scemate.
Negli ultimi decenni la medicina ha raggiunto un risultato straordinario: trasformare l’epatite C (HCV) in una malattia guaribile in circa 25 anni dalla scoperta del virus. Al contrario, per HIV – scoperto nello stesso periodo storico – e per l’epatite B (HBV), l’eradicazione rimane ancora oggi fuori portata. La ragione principale non è la lentezza della ricerca, ma la diversa biologia di questi virus.
L’HCV è un virus a RNA “classico”: quando infetta una cellula, sfrutta i suoi meccanismi per replicarsi, ma **non integra il proprio genoma nel DNA dell’ospite**. Questo significa che, se si riesce a bloccare completamente la replicazione virale, il virus scompare dall’organismo. È quanto accaduto con gli antivirali ad azione diretta (DAA), che dal 2014 circa permettono di ottenere la guarigione in oltre il 95% dei casi. In questo scenario, eliminare il virus significa davvero eliminarlo.
HIV è invece un retrovirus e segue una strategia profondamente diversa: converte il proprio RNA in DNA e lo integra stabilmente nel genoma delle cellule infette, creando il “provirus”. Da quel momento il virus diventa parte della cellula stessa. Anche quando i farmaci bloccano completamente la replicazione, il DNA virale rimane nascosto in cellule serbatoio, spesso in stato latente e invisibile al sistema immunitario. Se la terapia viene interrotta, il virus può riattivarsi. Per eliminarlo davvero, bisognerebbe rimuovere o correggere il DNA virale da tutte le cellule infette, cosa oggi non realizzabile su larga scala.
HBV si colloca in una posizione intermedia ma altrettanto complessa. Non è un retrovirus, ma utilizza comunque una fase con trascrizione inversa e, soprattutto, forma nelle cellule epatiche una struttura molto stabile chiamata **cccDNA** (DNA circolare chiuso). Questo cccDNA si comporta come un mini‑cromosoma virale persistente, difficile da eliminare. Anche quando la terapia antivirale blocca la replicazione, questo “archivio” resta nelle cellule e può riattivare l’infezione. Inoltre, in alcuni casi, frammenti del DNA di HBV possono integrarsi nel genoma dell’ospite, rendendo ancora più complessa l’eradicazione.
In sintesi, il successo “rapido” contro HCV deriva dal fatto che il virus è biologicamente eliminabile: basta interromperne il ciclo replicativo. HIV e HBV, invece, sono evoluti per persistere: uno integrandosi stabilmente nel nostro DNA, l’altro lasciando copie genetiche durature nelle cellule. È questa capacità di “nascondersi” che rende la loro eradicazione una delle sfide più difficili della medicina moderna.
Bene, adesso sai le cose e guai a te se scrivi altre sciocchezze...
Negli ultimi decenni la medicina ha raggiunto un risultato straordinario: trasformare l’epatite C (HCV) in una malattia guaribile in circa 25 anni dalla scoperta del virus. Al contrario, per HIV – scoperto nello stesso periodo storico – e per l’epatite B (HBV), l’eradicazione rimane ancora oggi fuori portata. La ragione principale non è la lentezza della ricerca, ma la diversa biologia di questi virus.
L’HCV è un virus a RNA “classico”: quando infetta una cellula, sfrutta i suoi meccanismi per replicarsi, ma **non integra il proprio genoma nel DNA dell’ospite**. Questo significa che, se si riesce a bloccare completamente la replicazione virale, il virus scompare dall’organismo. È quanto accaduto con gli antivirali ad azione diretta (DAA), che dal 2014 circa permettono di ottenere la guarigione in oltre il 95% dei casi. In questo scenario, eliminare il virus significa davvero eliminarlo.
HIV è invece un retrovirus e segue una strategia profondamente diversa: converte il proprio RNA in DNA e lo integra stabilmente nel genoma delle cellule infette, creando il “provirus”. Da quel momento il virus diventa parte della cellula stessa. Anche quando i farmaci bloccano completamente la replicazione, il DNA virale rimane nascosto in cellule serbatoio, spesso in stato latente e invisibile al sistema immunitario. Se la terapia viene interrotta, il virus può riattivarsi. Per eliminarlo davvero, bisognerebbe rimuovere o correggere il DNA virale da tutte le cellule infette, cosa oggi non realizzabile su larga scala.
HBV si colloca in una posizione intermedia ma altrettanto complessa. Non è un retrovirus, ma utilizza comunque una fase con trascrizione inversa e, soprattutto, forma nelle cellule epatiche una struttura molto stabile chiamata **cccDNA** (DNA circolare chiuso). Questo cccDNA si comporta come un mini‑cromosoma virale persistente, difficile da eliminare. Anche quando la terapia antivirale blocca la replicazione, questo “archivio” resta nelle cellule e può riattivare l’infezione. Inoltre, in alcuni casi, frammenti del DNA di HBV possono integrarsi nel genoma dell’ospite, rendendo ancora più complessa l’eradicazione.
In sintesi, il successo “rapido” contro HCV deriva dal fatto che il virus è biologicamente eliminabile: basta interromperne il ciclo replicativo. HIV e HBV, invece, sono evoluti per persistere: uno integrandosi stabilmente nel nostro DNA, l’altro lasciando copie genetiche durature nelle cellule. È questa capacità di “nascondersi” che rende la loro eradicazione una delle sfide più difficili della medicina moderna.
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